Breil Milano vs. Scavolini Pesaro 83 - 92


Statistiche

Nella giornata in cui il nuovo acquisto Beno Udrih vede, per la prima volta e in borghese, lo storico parquet del PalaLido la Breil conquista l'ennesima gloriosa sconfitta contro Pesaro.
Una gloriosa sconfitta è sicuramente meglio di una ignobile sconfitta ma purtroppo sempre di sconfitta si tratta: come per le altre nostre gloriose sconfitte non è difficile individuare un pattern. Partenza vigorosa dell'Olimpia con il quintetto iniziale Coldebella, Cooper, Sconochini, Rancik, Sellers che segna un punto tattico importante quando guadagna un precoce terzo fallo del temuto Alphonso Ford. Ma arrivano punti anche sul tabellone con una partenza magistrale di Rancik (15 punti all'intervallo) e un primo quarto pressochè perfetto con 11/16 dal campo e 10 rimbalzi.
Il secondo quarto vede calare le percentuali da 2 ma un ottimo Cooper colpisce dalla distanza e chiude i primi 20 minuti con 17 punti. Dall'altra parte è Scarone protagonista nel punire dall'angolo la zona della Breil.

In un inizio così entusiasmante in cui l'Olimpia ha 8 punti di vantaggio al 10', 11 al 15' e 10' all'intervallo ci sono però i semi di una svolta negativa. Il quintetto iniziale non vede cambi e non vede riposo per 14 minuti consecutivi mentre Melillo fa ruotare 9 uomini compreso il rientrante Rannikko: la profondità dei due roster è ben differente ma purtroppo la Breil ha già visto spesso un Caja che sembra spremere programmaticamente il suo quintetto soprattutto quando le cose sembrano funzionare (un esempio? Roma in casa).
Con Lacey nei 12 ma inutilizzato (martedì era fuori per problemi alla schiena) noi giochiamo purtroppo in sette.

E infatti puntuale come una tassa arriva il terzo quarto dove in 5 minuti Pesaro si riporta in parità sul 52 a 52 con un parziale di 13 a 3. La Scavolini stringe le maglie della difesa e la Breil un po' è sfortunata con buoni tiri da tre che entrano ed escono e un po' è troppo tenera e superficiale: Rancik indugia troppo in palleggio e si fa soffiare la palla, Sellers lotta e combatte ma sbaglia quello che non dovrebbe mai sbagliare, Hugo cerca le acrobazie per fendere la difesa adriatica ma le conclusioni sono tutto meno che efficaci, Cooper prende buoni tiri ma mostra tutti i suoi limiti di playmaking.

L'azione: nel secondo tempo due minuti di Gigena Mario sono stati incredibili per cuore e intensità. Anticipa una prima volta Ford ma in attacco quando sta per tirare gli vengono chiamati i passi. Nell'azione immediatamente successiva ruba ancora la palla a Ford nello stesso modo, l'azione lancia Sconochini che sbaglia la conclusione. Il rimbalzo è pesarese ma SuperMario ruba palla, segna e subisce anche fallo per il classico "and 1". Due azioni dopo attacca Ford e ne conquista il quarto fallo...
Tutto questo deve essere merito del nuovo stendardo "tutti pazzi per Mario" ;-)

L'ultimo parziale è punto a punto: il problema nostro è che ce lo giochiamo con la volontà dei Gigena mentre Pesaro se lo gioca con la classe purissima dei Djordjevic e dei Ford. Se i piccoli grandi errori non ci fregassero potremmo anche farcela ma abbiamo troppo poco margine di manovra per permetterci di perdere un solo rimbalzo (vedi Rancik) o di sbagliare il più semplice degli appoggi (vedi Sellers).
Caja entra negli ultimi 2 minuti con Coldebella fuori poi lo inserisce a poco più di un minuto per imbastire un pressing finale non del tutto velleitario ma sicuramente tardivo..

Striscioni:E poi dicono che la poesia è morta: "In sala stampa Caja canta, sopra la panca Caja trema". Oh raga, è poesia altro che balle :-)
Niente di meglio della partita con Pesaro per annunciare l'elezione di Coldebella a sindaco

Mio MVP: 40 minuti di inequivocabile e irriducibile tifo "innalzando i nostri color". Se qualcuno riesce a mistificare anche questo merita di essere internato per il suo stesso bene...

Sasha: non parlerò poi troppo della Scavolini. L'anno scorso vincemmo facile, era una Olimpia quasi uguale ma con un Naumoski in più, era una Scavolini molto diversa, con progetti diversi e meno ambiziosi a breve termine. Quella di quest'anno è forte, completa con il ritorno di Eley, forse giovane come gruppo ma con uomini con il giusto tasso di esperienza.
Ma io voglio parlare di Alexandar Sasha Djordjevic: se mi leggete da un po' lo sapete, a me Sale a Milano fece sognare e tanto. Quella espressione di pura gioia che fu la corsa sui cartelloni pubblicitari nella finale di coppa Korac è una delle immagini più care che ho dal basket. Era giovedì 18 marzo 1993, al Forum eravamo in 10.800, il giorno dopo la Gazzetta titolò l'articolo "L'urlo di gioia è di Milano", Sasha segno 38 punti.
Dai miei archivi ho tirato fuori quella rosea ormai ingiallita e questa sera gliel'ho fatta firmare ricevendo una dedica speciale: come canta Ligabue sarà un bel souvenir il mio souvenir, sarà di quasi tutti i colori...

Visti in tribuna: Corbelli, forse timoroso di grandi rovesci e relative conseguenze, diserta l'appuntamento. Udrih in felpa rossa segue invece da lato panchina: arrivato oggi, si aspetta la sistemazione dei visti, dovrebbe debuttare con Udine (che tra parentesi dopo aver battuto la Skipper ha reso lo stesso trattamento a domicilio anche a Siena...).
Il milanista pesarese Ambrosini è corso da San Siro al Lido per non perdersi l'appuntamento.
Il principe di Savigliano Fabrizio Ambrassa e Davide Pessina in attesa di salutare l'amico Djordjevic.

Udrih: con lo sloveno in arrivo dal Maccabi Tel Aviv la Breil sembra fare una scelta che privilegia la Uleb trovando un comunitario che non impone scelte e rotazioni. Un ragazzo giovane (1982), di talento, con già buona esperienza internazionale. E' uno forte ma forte veramente? Potenzialmente si, è seguito dall'NBA e infatti arriva con un contratto solo fino a giugno. Il problema è che quest'anno ha messo piede in campo solo 5 volte per problemi contrattuali. Vista la giovane età non dovrebbe sconvolgere gli equilibri della squadra ed essere quindi un uomo di rotazione come voleva Caja.
Va però detto che i giovani per cui si ritiene possibile un futuro NBA la visibilità è tutto, un utilizzo ritenuto troppo ridotto potrebbe essere causa di frizioni (vedi Vujacic a Udine...)
Il problema vero? Che Caja vedendo questo giovanotto in panchina lo scambi per De Vecchi, Priuli o Matteucci. Ovvero non vede il campo che sul + 20... ;-)

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