Breil Milano vs. Skyliners Francoforte 69 - 68


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Anacronistica...: questa definizione dell'Olimpia non è mia anche se l'abbiamo già usata su questo sito. Oggi mi è tornata in mente guardando la partita.
Francoforte è sicuramente una squadra di seconda fascia in ambito europeo ma, a onfronto dell'Olimpia, presenta in tutti i ruoli giocatori fisicamente più piazzati e potenti rispetto ai nostri. Si è visto ad esempio il play Ellis riuscire a penetrare di pura potenza contro Vanuzzo e lo stesso Ellis piazzare una clamorosa schiacciata su tap in a rimorchio.
Milano anacronistica dunque sul piano fisico con giocatori leggeri, alla lunga in affanno (da considerare anche l'assenza di Lacey nei 12) nel contenere avversari non certo eccezionali ma più prestanti.
Poi questa sera un ulteriore esempio di anacronismo tecnico. Francoforte non è niente di che nel complesso ma usa, non appena ne ha l'occasione, l'arma del tiro da tre. Oggi come oggi questa è la soluzione principale perché è una scelta che paga: il 40% da 3 equivale al 60% da 2 e il gesto tecnico non è certo più difficile, i giocatori odierni tirano tranquillamente da 7 metri con spazio e tempo anche ridotto.
L'Olimpia invece ha grande difficoltà nel tirare dalla distanza, difficoltà non nella esecuzione, difficoltà proprio nel percorrere questa via. Milano come prima, seconda e spesso anche terza opzione cerca di far andare la palla sotto, cerca di liberare l'uomo più vicino possibile al canestro.
Questo è sicuramente bello e istruttivo e segue i manuali del basket ma oggi è una impostazione che non paga anche quando l'avversario non è certo trascendentale ma gioca "moderno".

Infatti Milano chiude a +10 i primi 2 quarti (non a caso Coldebella 3/3 dai 6,25) ma a Francoforte bastano un paio di minuti di benedizione balistica per tornare in partita. Benedizione balistica che per i tedeschi continua per tutto il secondo tempo: non c'è vero rimedio se non nel rendere pan per focaccia, cosa che Milano non ha nella sua natura.
I centri di Gigena, di Hugo valgono quindi oro ma rischiano di non bastare: infatti Francoforte riesce ad entrare nell'ultimo minuto a più 2. Per la Breil una azione drammaticamente decisiva e drammaticamente confusa, si sbaglia almeno due volte il tiro per il pareggio ma la fortuna non ci gira del tutto le spalle: dalla destra, fuori equilibrio, Hugo trova la bomba decisiva.
L'Olimpia può spezzare l'ultima azione dei bianconeri con un fallo non avendo ancora raggiunto il bonus. Rimangono sette secondi dopo il timeout, dalla linea di fondo il tiro della vittoria esterna e della crisi biancorossa sbatte sul ferro: è festa grande di scampato pericolo sia in campo che sugli spalti.

Mio MVP: Il premio non può che andare all'irriducibile Claudio Coldebella. L'unica vera arma attuale per questa Breil dovrebbe essere lo spirito indomito del nostro numero 8, spirito che trascende l'inferiorità fisica, la fatica nel segnare
Da libro Cuore un palla recuperata con tuffo e lotta da sdraiato.

Striscione 1: Esposto dalla curva alla presentazione delle squadre: "Onore a chi ci mette il cuore, grazie società per questo squallore".

Striscione 2: Esposto in tribuna d'onore: "Caja riposati come Petar". Stupendo, stupendissimo... e ve lo dice uno che non c'entra... ;-)

Non perdiamo più tempo: Il mio amico Massimo me lo dice sempre, sei troppo tifoso, vai su e giù come tutti i tifosi e quindi non puoi capirci veramente di basket. E qualche giorno fa nel forum di Telebasket sono stato accusato di aver mutato "di forma e di pensier".
Conoscendomi e non ricordandomi poi troppo bene quello che scrivo (d'altronde noi garconne ancienne abbiamo poca memoria) ho pensato che fosse molto probabile. Ma rileggendomi devo invece dire che a luglio scrivevo cose non molto dissimili dalle attuali nella sostanza dei contenuti.
Ad esempio nel pezzo L'Onorevole e il suo seguito":

    Comunque l'impressione mia è che l'Olimpia stia facendo una squadra che avrà, sulla carta, una discreta se non ottima qualità nei singoli. Ci saranno però alcuni rebus di convivenza tecnica che decideranno definitivamente la statura di Caja al vertice: la permanenza di Hugo (ed eventualmente di Rancik) mettono qualche complicazione nel progetto di essere esclusivamente l'Onorevole e il suo seguito.
    Onere di Caja trovare in questo strappo all'ortodossia programmata una marcia in più...

Che la società stesse scegliendo una via complicata da gestire sia a livello tecnico che di gruppo era dunque intuibile già in estate e chiamava proprio l'allenatore ad essere particolarmente abile: purtroppo la scommessa è andata perduta e la situazione è quella che vediamo. Basterebbe ammettere di aver sbagliato e cercare di ripartire con chiarezza e sincerità. Cosa che non vediamo, vediamo invece la negazione dell'evidenza dal presidente fino all'allenatore su qualsiasi cosa, dalle partite al mercato fin anco al significato lapalissiano degli striscioni: è colpa di Naumoski, stiamo scegliendo, questione di giorni, è colpa del clima...
Tant'è...inutile perdere tempo con chi vuole pervicacemente essere in malafede...

Visti in tribuna: un gruppo di pittoreschi tifosi di Francoforte. Corbelli, che viene intervistato durante l'intervallo.

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