Breil Milano vs. Sicilia Messina 74 - 88

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Statistiche

Spiderman 2: partiamo dalla fine. Prima cosa. A Corbelli va dato atto che a differenza di qualche suo dipendente non coltiva l'arte della fuga quando la situazione si presta a domande spinose.
Detto ciò le sue dichiarazioni a fine partita con un gruppo di tifosi sono sembrate un po' l'anteprima di Spiderman 2: arrampicate sui muri, insomma...

Tutto il pacchetto blocco (ndr: mi corregge un appassionato incidentalmente anche giornalista di settore... :-)): caro presidente le risponderò parafrasando una delle scene mitiche della commedia italiana, il duetto Adolfo Celi - Professor Sassaroli con Gastone Moschin - Architetto Melandri in Amici miei, quando il secondo chiede la mano della moglie del primo e finisce oberato oltre che di moglie, di figlie gemelle, di cane San Bernardo e di governante tedesca in uniforme.
Le dico quindi: "Vede caro presidente, chi si prende Naumoski si prende tutto il blocco... è una catena di pregi e difetti che né io né lei né tantomeno Caja possiamo spezzare".
Lei ha detto che Naumoski dalla prima partita con Pesaro è entrato in contestazione a causa della esclusione dal quintetto. Ha detto anche di aver preso Naumoski per fare 48 punti come contro la Virtus e non 1 punto come a Napoli.
Mi spieghi: lei prende Naumoski praticamente con il mandato di fare pentole e coperchi, apparecchiare la tavola, cucinare, spazzare per terra e lavare anche i piatti. Poi alla prima partita il suo allenatore ha la brillante idea di mettere in panchina uno a cui praticamente avete concesso anche lo ius primae noctis...?

In Amici Miei il Melandri ad un certo punto accusa il Sassaroli: "Mi hai dato una pazza isterica megalomane..." e la risposta era "Ma cosa ti aspettavi... l'hai conosciuta dallo psichiatra...". Naumoski è uno stronzone, testa di bip, egoista, monomaniaco, restio a qualunque variazione del suo gioco? Ma vah? Lo sa tutta l'Europa e non lo sanno Corbelli, Natali e Caja?
Non lo sanno o hanno la presunzione di metterlo in riga? C'è forse un coach pavese che pensa di sapere lui come cambiare i giocatori a 35 anni, perché ti abbiamo preso per fare 40 punti a partita ma devi farli come dico io e quando lo dico io...?
Tutto il blocco, caro presidente, tutto il blocco: chi vuole i 48 punti si prende anche le paturnie e se non le sa gestire detto sinceramente o abbassa la cresta o cambia mestiere...

Non prendiamoci in giro: c'è chi ha progettato, avvallato e attuato un passo tecnico più lungo della gamba e ora se ne pagano le conseguenze. Non è questione come dice Corbelli di essere più o meno indovini: è questione di presunzione. C'è chi ha voluto o ha accettato la Ferrari e poi si è schiantato perché non la sa guidare, quella va in sovrasterzo e il pilota invece di controsterzare si attacca ai freni o pretende di attaccarci la roulotte e mettere la credenza della nonna sul tetto. Stronza la Ferrari? Può darsi ma va più forte delle altre...
Ad un certo punto si trattava di scegliere se il valore stava nella Ferrari, grippata o riluttante che fosse, o nel pilota: si è scelto il pilota e adesso possiamo finalmente guidare al massimo al nostra Punto e starcene tranquillamente in prima corsia.
Da qui osserviamo i sorpassi, delle macchine più veloci e purtroppo anche di quelle teoricamente più scarsotte a cui capita di prenderci la scia...

La verità: la verità però è ancora un'altra. Lo dico come pura constatazione, non come accusa perché nessuno deve spendere quello che non ha o non vuole spendere. All'Olimpia i soldi sono finiti: tra Caja e Naumoski si sceglie Caja perché tagliando l'Onorevole si risparmia, tagliando Caja si dovrebbe pagare lui e un allenatore che lo sostituisca.
Tra Topic e Vanuzzo, al di là dei visti, parte Topic che ha mercato e quindi è disposto a transare il contratto e fare felicemente a meno di altra convivenza con Caja: e tutto ciò vale altro risparmio. Per il rinforzo che non arriva si può dare la pillola addolcita come Caja ("E' l'ultima possibilità, non possiamo sbagliare...") oppure dire che, non potendo andare in Coppa Italia comunque, tanto valeva aspettare e risparmiare un mese di stipendio.
Quando i soldi c'erano purtroppo sono stati, in ultima analisi, buttati via. Ora non ci sono più e il problema è che Caja oltre a non sapere gestire certi giocatori non è certo quello che ti scoverà la gemma nascosta nel sommerso.

Questa è la verità, altro che inganni o fiducie: Caja ci rimarrebbe comunque sul groppone e allora si beve l'amaro calice fino in fondo.
Consoliamoci con il fatto che a giugno la carriera ad alto livello di Attilio Caja sarà finita a meno che Corbelli non se lo porti in qualche altra avventura (suicida?). Un allenatore incapace di gestire giocatori importanti non lo cerca nessuno. Un allenatore reo confesso di non conoscere il mercato globale non lo cerca nessuno.
Con Caja al massimo fai una squadra di media classifica che ti costerà tendenzialmente di più di altre squadre di media classifica poiché ha bisogno di giocatori che conoscono anche le casalinghe di Voghera e che quindi ti faranno pagare la notorietà. Quindi, tanto vale far allenare una casalinga di Voghera o no?

Sulla partita: Messina vince, anzi stravince trascinata da Bonner e da un meraviglioso Garnett. E' dura reggere il confronto con quello che si poteva essere: Garnett dato per ancora bloccato dal problema al piede punisce ogni millimetro concesso con una percentuale da 3 stellare ma mostrando anche la forza e la capacità di andare dentro, con un controllo del corpo e una resistenza ai contatti di prima qualità. Merita tutta la standing ovation finale, standing ovation che lo accomuna ai dipartiti dell'Olimpia, standing ovation polemica più verso la dirigenza che verso i giocatori.

Pedrazzate: io a volte Werther Pedrazzi che solitamente è uno in gamba non riesco proprio a capirlo. Lasciamo perdere una intervista a Ossola di un mese fa in cui ha scritto che la prima Coppa Campioni italiana l'avrebbe vinta Varese nel 1972 (e chissà cosa era a fare Bradley nel 1966 a Bologna con l'Olimpia...).
Oggi scrive sul Corriere:

    Marlon Garnett (8/11 da 3!), l'uomo invisibile (per i ciechi meneghini), che due estati fa l’Olimpia non ha voluto, o saputo, aspettare, per un lieve infortunio alla pianta del piede. E Garnett si è spietatamente vendicato. Il peggio? Che l'indecorosa prova farà crescere l'onda del rimpianto per Naumoski, così Milano resterà ancora per molto in mezzo al guado.

Abbiamo già dovuto ricordarlo ad altri: l'infortunio di Garnett era serio e potenzialmente invalidante. Non scriviamo cazzate: se gioca così non vuol dire automaticamente che non fosse o che non sia infortunato o infortunabile.
Roby Baggio gioca da anni praticamente senza ginocchia, Ricky Pittis non riesce a fare certi movimenti con la mano: for the love of the game alcuni fanno cose fisicamente impossibili.
Poi mettiamoci d'accordo con noi stessi, Werther: all'Olimpia sono dei ciechi perché non hanno preso Garnett o sono dei geni perchè hanno cacciato Naumoski?

Milano gioca come una squadra della metà degli anni '80, i primi anni dell'introduzione del tiro da tre quando tutti sembravano un po' disorientati dalla novità: in attacco il tiro da tre è una strana bestia che non si sa bene come usare, in difesa si guarda con sorpresa un 4 che è sempre sulla linea dei 6,25. Metteteci l'incapacità di trovare punti in contropiede e la frittata è fatta.
D'altronde chi era stato in settimana ad Amsterdam prima della partita mi ha detto che era stata una partita di scarsissimo spessore vinta ma giocando assai male.

Mio MVP: alla vigilia Sellers ha dichiarato molto francamente di stare facendo schifo e di dover reagire. E ha reagito con una partita importante in attacco Purtroppo è sembrata la conferma del fatto che nel basket del tiro da tre il rendimento di un centro sembra non incidere realmente sull'andamento della partita.
Una nota su Gigena che continua in un momento positivo.

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