Noi non abbiamo Petar


Noi non abbiamo Petar: come sapevamo da tempo al di là delle dichiarazioni strumentali a una risoluzione indolore del contratto in corso, Naumoski e l'Olimpia sono giunti alla separazione delle loro strade.
Per l'Onorevole pronta una sistemazione ateniese all'Olympiakos, squadra ricca, che fa l'Eurolega, a breve distanza dagli interessi macedoni.
Le varie destinazioni italiane sono, per motivi diversi, delle boutades. Anzi il motivo è uno solo: i daneé o i piccioli che dir si voglia. Con il massimo rispetto per tutti ma è impossibile credere che Roseto o Avellino che hanno iniziato l'anno sportivo in gravi ambasce economiche vadano a prendere Naumoski a 200K Euro per mezza stagione. A che scopo poi? Evitare la retrocessione?.
Più plausibile l'offerta di Cantù anche se l'Onorevole centra come i cavoli a merenda con una squadra tutta americana che gioca al meglio sopra ritmo. E anche li, prendere Naumoski per quali obbiettivi? Forse l'Eurolega ma più che per giocarla, per monetizzare la cessione dei diritti. Forse lo scudetto ma se l'Oregon ha oggi 200k Euro per la mezza stagione di un 35enne non faceva meglio a investirne 400k per la stagione intera di un Bootsy Thornton? O tenere lo Sceriffo Mc Collough a 250K?
Poi a me risulta un certa clausola per la quale l'Onorevole in Italia poteva giocare solo sotto la Madonnina ma la clausola potrebbe anche essere stata ridiscussa nel pacchetto della risoluzione consensuale.

Per quanto riguarda l'Olimpia rimane la situazione di un esterno in meno e forse di un'ala di troppo, di una Uleb Cup da giocare con soli due americani, di 4 visti già spesi.
Io sono abbastanza convinto che, a meno di rovesci collettivi o singoli nelle prossime due gare, la situazione rimanga immutata ancora per un mese. L'accesso alle Final Eight di Coppa Italia dipende quasi più dai risultati altrui che dai nostri: anche fare 6 punti da qui alle fine del girone di andata potrebbe non essere sufficiente.
Si spenderà, nel caso, più tardi, risparmiando quindi sulla durata del contratto per centrare quella qualificazione ai playoff che è davvero il risultato minimo della stagione. La Uleb Cup è un discorso parallelo ma simile: la qualificazione al turno successivo non dovrebbe essere in discussione e quindi anche in questo caso si può aspettare almeno un mese.

Pirelli RE: che non vuol dire la monarchia di Tronchetti Provera ma Pirelli Real Estate. Le avrete viste anche voi le insegne "regali" dei negozi in franchising del braccio immobiliare del gruppo industriale che tra parentesi controlla anche Telecom e quindi La 7 e quindi un sacco di altre cose...
Milano è piena di palazzi "branded" Pirelli Real Estate: a Milano ormai si muove mattone solo se Pirelli dispone. E il Comune al massimo concorda se non si limita ad avvallare (vedi Bicocca e Arcimboldi...).
La grossa torta immobiliare del prossimo futuro si chiama oggi area della Fiera di Milano, uno spazio enorme ormai praticamente centrale da riconvertire in abitazioni e spazi commerciali.

Apriamo una parentesi: negli anni gloriosi del Simmenthal Bogoncelli stipò anche 10.000 persone nel PalaFiera ovvero uno dei padiglioni storici della Fiera affacciato su Piazza 6 Febbraio.

Chiudiamo la parentesi. L'area della Fiera come sapete è a un tiro di schioppo da S. Siro, dal PalaMazda, dal Lido, dall'Ippodromo, dal Vigorelli insomma da quella zona che storicamente a Milano è destinata all'impiantistica sportiva. I miei sensi di ragno mi dicono che il grande gruppo immobiliare (..coff..coff Pirelli Real Estate...coff, scusate la tosse...) che si aggiudicherà la gestione dell'area Fiera avrà come tacito compito, non precipuo ma comunque importante, quello di far saltare fuori in zona un moderno palazzo dello sport. Palazzo dello Sport nel quale potrà mettere tutti i centri commerciali e le attività che vorrà senza problema alcuno.

Senza problema alcuno ripeto, nemmeno le barricate della miliardo pasionaria Milly Moratti alla quale basterà che il nuovo edificio sia dipinto con un Pantone 360 U e quindi equiparabile all'occhio al verde pubblico.
Giacché da sempre quando i grandi lavorano, i bambini giocano, magari anche con giocattoli molto costosi a patto però che non rompano le scatole. Quindi non c'è nemmeno bisogno di ricordare quanto petrolio serva a fare le gomme e quanto in questi anni Pirelli abbia contribuito a mantenere un costoso giocattolo calcistico...

In tutto questo giro è plausibile che qualche briciola arrivi anche a beneficare l'Olimpia. D'altronde basta rinunciare a un Gamarra o ad un Pacheco all'anno e hai fatto la stagione ricevendo in cambio aureole e santificazioni vita natural durante. Che poi questo significhi un impegno diretto è improbabile però una qualche beneficienza potrebbe arrivare.

Che si parli poi di Claudio Sabatini è sempre da collegare al discorso Fiera di Milano. Sabatini a Bologna campa di fiere ed è immaginabile che a Milano siano venuto soprattutto ad esplorare la possibilità di stornare qualche expo redditizio verso Bologna.
Siccome il personaggio è un furbacchione e sa come trattare la stampa ha buttato li un interesse per l'Olimpia assolutamente improbabile ma che vale tanta pubblicità a gratis.
In definitiva quindi la sorte dell'Olimpia è ben lontano dall'essere luminosa. Non c'è all'orizzonte un successore di Corbelli o una reale prospettiva di supporto alla sua gestione.
Di probabile rimane la zona: si la zona, anche contro Trieste aspettiamocene una dose...

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