Breil Milano vs. Metis Varese 86 - 93


Statistiche

Gloriosa sconfitta avevamo previsto e gloriosa sconfitta purtroppo è stata.
La Breil conduce fino a quando riesce a imporre il suo gioco che, dal giorno delle defenestrazione macedone, è diventato (ritornato?) un gioco che vive di velocità e dinamismo. Si apre con una bomba di Sconochini, un episodio che diventa paradigmatico perché sarà di errori dalla linea dei 6,25 che l'Olimpia perderà la partita nel terzo quarto, dopo aver chiuso le due prime frazioni in vantaggio.

Se il punteggio del basket andasse ancora avanti a massimo due punti per volta questa sera avremmo vinto noi ma d'altra parte se mia nonna avesse le ruote sarebbe un carretto. Con Milano incapace di colpire dalla distanza Varese ha buon gioco a chiudere la difesa sottocanestro, recupera lo svantaggio e sorpassa proprio con l'arma che la Breil scopre di avere scarica. E su una serie infinita di tiri da tre capaci solo di scheggiare il ferro difficile non rimpiangere la versione migliore di sua Onorevolezza.
O meglio difficile non rimpiangere il fatto che al posto di Naumoski ad oggi non ci sia ancora nessuno e molto probabilmente non arriverà nessuno.

Perché alla fine l'Olimpia non ha giocato male, finita sotto si è aggrappata al corazon di Mario Gigena che lottando in ogni dove e in ogni modo l'ha riportata a contatto con l'aiuto fattivo di Martin Rancik. Il gioco come già contro il Real è sembrato più corale, più coinvolgente per ognuno dei giocatori ma il problema ad un certo punto è stato che, contro la difesa schierata, i buoni tiri se li sono presi tutti ma non li ha messi nessuno. E con un attacco in crisi di asfissia pian pian morirà anche la difesa soprattutto se l'avversario ti mette in difficoltà sia da vicino che dalla distanza.
Si può mettere in archivio questa partita dicendo, anche giustamente, che è stata decisa da una serata sfigata al tiro ma la verità è che la stagione dell'Olimpia, con questo organico, si avvia ad essere al massimo una gloriosa e forse improbabile rincorsa all'ottavo posto disponibile per i playoff.

Gloriosa perché il cuore e l'impegno non mi paiono in discussione, improbabile perché l'efficacia reale della nostra azione in certe condizioni sembra essere inversamente proporzionale all'impegno e al cuore.
Non vedo, oggi, reali possibilità di fare punti con le grandi in casa e tantomeno fuori; con le cosiddette piccole partiamo con la zavorra di cadute inopinate pregresse. Ripeto: vedremo tanto impegno, vedremo sprazzi di gioco anche molto positivi e divertenti, non vedremo necessariamente tante vittorie.

D'altronde per certi traguardi servono certi giocatori e certi giocatori bisogna saperli cercare, trovare e soprattutto gestire. Perché che il dono del talento cestistico non sia accompagnato spesso anche da una certa tendenza alla stronzaggine, alla testadicazzite e al delirio di onnipotenza è un mito da sfatare.
Gli onesti sgobboni del parquet ascoltano, obbediscono ed eseguono. A chi la natura ha dato la capacità di segnare dallo spogliatoio, con gli occhi chiusi, su un piede solo da dietro il canestro troppe menate non gliele puoi stare a fare.
Se il tuo allenatore invece è il campione mondiale delle menate vagamente paranoiche affidargli troppo talento rischia di non portarti da nessuna parte: meglio dargli degli onesti sgobboni che ad onor del vero con lui possono arrivare a risultati inaspettati sulla carta. Poi per altre ambizioni meglio rivolgersi altrove, a scuole di pensiero meno talebane o diversamente talebane...

Sellers: mi dicono che la lite finale Caja - Naumoski vertesse intorno a Sellers. Non so quali fossero le rispettive posizioni nella questione e quindi chi avesse più o meno ragione.
Di certo rimane la stagione ampiamente sotto le aspettative della Pantera. Anche questa sera, pur con qualche buon episodio, una prestazione poco incisiva a prescindere dalle cifre sufficienti.
Un Sellers poco presente era un problema prima, ora rischia di essere un problema doppio quando da tutti dovrebbe arrivare quel di più che riempie il vuoto macedone.

Su Varese: a Meneghin il PalaLido deve piacere proprio molto visto che mi sembra che ormai solo qui riesca ad esprimere ancora un basket significativo.
Ma comunque il finisseur della Metis è ancora una volta Jerry McCollough (per la cronaca: offerto questa estate a Milano a cifre oneste tendenti al saldo di occasione. Telefonare pure a Natali Gino in sede per conferme). Dopo un avvio nervoso contrassegnato da un canestro sbagliato in solitaria dopo una palla rubata prende in mano la Metis nelle battute finali confermandosi leader e vincente. E' lui che risponde allo stesso modo alla bomba di Coldebella che ha riportato Milano a -1, è la dittatura del suo talento (a cui l'Olimpia può rispondere oggi solo con la democrazia dell'impegno) a mettere la parola fine sul match.
Ancora fuori Podkolzine (NBA virtuale) e Nesby (NBA passata)

Lupo, Lupo: un piacere rivedere in tribuna anche se da lontano il nostro Flavio Portaluppi, capolista del girone A della B1 con Castelletto Ticino. Automatico pensare se con lui in campo qualche bomba in più non sarebbe entrata...

Fatti non pugnette..: c'è chi passa il tempo a spaccare il capello in quattro sul perché e il percome di gemellaggi da fare e disfare. L'unica verità è che gli altri biancorossi si muovono in metà di mille e prima di tutto hanno tutti voglia di tifare per la loro squadra.
Da noi, a parte una minoranza, c'è chi fa fatica a battere le mani e ad alzare il sedere dalla sedia indipendentemente dal fatto che si sia sotto di 5 o sopra di 30...

Fatti non pugnette 2...: Per favore sig. Caja, non ci prenda in giro, lei e tutta la società. Basta con questa pantomima di Naumoski che si sta riposando e potrebbe anche tornare e tutti vi volete bene e vi amate tanto.
L'avete tagliato e basta lì...

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