Se errore c'è stato...


Breil Milano vs. KK Zagabria 95 - 75 Statistiche

Teramo vs. Breil Milano 78 - 70 Statistiche

Opel Skyliners vs. Breil Milano 67 - 61 Statistiche

A volte una Olimpia vincente ed esaltante non sarebbe solo un piacere accessorio. A volte sarebbe un bel tonico che ti da la pedalata in più per tirare avanti in cose più serie.
Ma come dice il vecchio Mick, you can't always get what you want..

L'ultima Olimpia vincente in quel raduno per aficionados che sono gli appuntamenti casalinghi di Coppa mi aveva fatto dimenticare per un attimo il mal di denti. Poi han dovuto pensarci gli antibiotici perché i miei ragazzi non mi hanno più dato una mano...
La vittoria contro i volenterosi ma acerbi croati del KK Zagabria guidati dall'ottimo Miljkovic (per la cronaca offerto anche a Milano...) era illusoria sullo stato di crisi in cui la Breil sta scivolando.
Ma la crisi di risultati sarebbe ancora niente se non fosse accompagnata dalle voci non certo tranquillizzanti su Corbelli e il Napoli, Corbelli e Telemarket e quindi Corbelli e l'Olimpia

Dovremmo averci fatto il callo ma non è così: la prospettiva purtroppo reale e realistica che questa Breil che oggi sul campo ci fa penare si debba tenercela comunque cara perché potrebbe essere l'ultima, torna prepotentemente alla ribalta...

Per "distrarci" proviamo una analisi tecnica di questa improvvisa ma in qualche maniera non inattesa crisi di risultati. L'avevamo già fatto notare: se Naumoski resta sotto i 20 di valutazione, Milano perde. E' praticamente una regola, con anche due eccezioni (Real Madrid in positivo e Livorno in negativo) a confermarla.
D'altronde è la situazione di cui si sono poste le basi con il mercato di questa estate, quando in maniera logica e non contestabile, una volta confermato il grande macedone si è puntato su giocatori a lui complementari e non ostici.
Da ciò purtroppo deriva che, nel momento in cui Petar si trovi in evidente fase negativa (di fisico? di motivazioni?) la Breil non abbia le risorse per essere comunque competitiva.
Questo oggi ancora più di ieri dove la Pippo, nata e progettata senza Petar, sembrava interpretare un po' meglio la sua assenza o abulia. Poi sono arrivati i playoff maledetti con Varese, dove solo Petar ha giocato al meglio e il sentire comune (anche il mio) è stato quello della necessità che l'Onorevole avesse un contorno più confacente al suo reiterato ma spesso così sublime pick'n'roll.

Se errore c'è stato...: l'errore è di un anno fa. Ripensiamo all'Olimpia 2002 - 2003 come progettata in estate. Play Coldebella, a smistare e dirigere, egoismo offensivo zero che non vuole però dire capacità offensiva zero, fuoco sacro in difesa, ci sguazza nel pressare, recuperare palla e lanciare il contropiede.
Guardia Garnett, tiratore di vaglia uscendo dai blocchi, tanti punti nelle mani senza aver bisogno di gestire il pallone a lungo.
Ala piccola Sconochini, altro gran cacciatore di palloni, da mandare libero negli spazi aperti perché imbrigliato rischia di diventare barocco e doversi affidare ad un tiro che dalla distanza non è mai stato una vera sicurezza.
Ala forte Air Slovakia, Martin Rancik, stoppatore, corridore, schiacciatore, in possesso di un jump shot dai 3 a i 5 metri che pochi hanno benché non affidabile oltre i 6,25.
Centro quello più veloce possibile, Warren Kidd, senza movimenti sicuri a difesa schierata ma perfetto come rimorchio, pericoloso a rimbalzo offensivo e capace di grandi picchi a rimbalzo difensivo, la linfa per lanciarsi velocemente dall'altra parte.

Insomma, una squadra fatta per correre, fatta per aggredire in difesa e cercare sovrannumeri e contropiede primario e secondario, forse non eccellente a difesa schierata e quindi costretta anche a fare di necessità virtù. Non è sbagliato dire che forse questa era la vera Olimpia di Caja. Poi..
Poi Garnett si fa male. La coerenza vorrebbe che il sostituto fosse un giocatore dalle medesime caratteristiche di Marlon Garnett proprio perché il resto del telaio è fatto per quel tipo di componente. Ma qui qualcuno vede un diamante e quel diamante è disponibile, un diamante purissimo tra i più grandi della storia recente del basket europeo.
Quindi arriva il diamante che è adamantino comunque anche se non aggredisce la palla e non sente mai una vera necessità di correre perché pochi attaccano come lui a metà campo.
Il diamante è talmente splendente che nessuno si accorge davvero del fatto che, tatticamente, centri come i cavoli a merenda con il resto della squadra.

Oggi, in un periodo in cui il talento luminosissimo ed incontestabile di Naumoski ci abbaglia di meno, possiamo e dobbiamo dire che il suo ingaggio e la sua conferma sicuramente hanno fatto una buona Olimpia ma forse non la migliore Olimpia possibile complessivamente. La squadra dell'anno scorso non era fatta per avere un giocatore che amministra la palla per 20 secondi, ha dovuto digerire Naumoski ma al momento topico non ha saputo supportarlo al meglio.
Quella di quest'anno è nata per Naumoski ma da Naumoski non viene più o non ancora azionata a dovere.

Il ritorno ufficiale di Rancik è quindi oggi contraddittorio, segnala un errore precedente senza comunque risolverlo definitivamente nel futuro. E' chiaro che se l'onorevole non riesce a tornare ai suoi standard Rancik rispetto a Topic può meglio integrare i punti mancanti in quanto più capace di inventarsi una soluzione.
Se l'onorevole torna ad essere l'Onorevole allora serve Topic (o Vanuzzo) appostato oltre l'arco e a morire in difesa e Rancik va in panchina (perché lo sanno anche i sassi che Martin e Petar non parlano linguaggi complementari). Panchina da dove potrebbe alzarsi raramente perché Caja è giocoliere che con più di sette palle da far girare va in confusione.

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