Breil Milano vs. Lottomatica Roma 71 - 81


Statistiche

Pomeriggio deprimente al PalaLido. Il secondo appuntamento televisivo dopo il derby vittorioso con Cantù ha un esito ben diverso e ripropone con forza i dubbi sulla statura dell'Olimpia per un vero campionato di vertice.
Chi davanti alla televisione ha visto solo i secondi venti minuti avrà visto una Breil che lentamente ma inesorabilmente veniva soffocata da una Lottomatica buona ma tutt'altro che trascendentale. Chi era al Lido e ha visto anche i primi due quarti sa bene da dove è nata quella Olimpia sulle ginocchia, corta in ogni iniziativa offensiva, capace di una difesa solo di cuore e nervi e priva di stamina.

Peggiore in campo: sapete che non sono uno che ama la critica all'allenatore per partito preso, soprattutto quando non si la possibilità di valutare contestualmente il lavoro in settimana.
Ma oggi Attilio Caja va pesantemente sotto accusa per la gestione suicida della prime due frazioni della gara dove per tre quarti abbondanti del tempo ha spremuto solo 6 uomini: sei uomini di cui tre (Hugo e Lonnie soprattutto, Naumoski in parte) reduci da una settimana di problemi fisici. Il settimo, Vanuzzo, entra, obtorto collo, solo perché Topic commette il terzo fallo; l'ottavo, Lacey, quando un Sellers obnubilato ha sbagliato conclusioni e ricezioni per lui elementari.
Probabilmente beandosi di un primo quarto da 30 punti fatti (e 27 subiti...) il nostro coach non si accorge che Bucchi, come già Messina con Treviso, sta cambiando uomini vorticosamente e sta ponendo le basi per arrivare al meglio allo sprint finale.

Trenta punti nei primi 10 minuti, 13 nei secondi, 9 nel terzo quarto, 19 nell'ultima frazione a buoi ormai scappati per l'Olimpia. 27, 16, 14, 24 per la Lottomatica che quando si è trattato di giocare per vincere aveva un quintetto non usurato e una panchina in ritmo partita.
Al contrario di Milano, tutta rappresentabile nel volto stravolto di Naumoski che prende tre iniziative consecutive per rintuzzare la fuga di Roma e non porta a casa nulla...
A quel punto i cambi sono ormai inutili, cambi di disperazione avulsi da un game plan.

Quindi Rancik lusso inutile..: detto fra noi cosa serve prendere Rancik? O prendere chiunque altro per quello? Nel momento in cui di 9 note attuali (lasciamo stare i bemolle, pardon gli juniores...) già si fa fatica a farne sentire sette?
O Caja capisce che da un certo livello in su quelli bravi e vincenti sono quelli che, nell'arrangiamento, sanno sempre farci entrare tutti gli strumenti a disposizione oppure siamo destinati a rimanere nella nostra aurea mediocritas fatta al massimo di "belle" sconfitte con i grandi dove usciamo eroicamente spremuti e regolarmente sconfitti...
Prendete Skipper - Benetton della scorsa settimana: per Treviso 10 a referto con 5 minuti anche a Bargnani, per la Skipper 10 a referto con Belinelli, quello che ha giocato meno, con 10 minuti. E noi vogliamo essere competitivi con queste squadre quando, con un quintetto di 35enni, è grasso che cola se il nostro settimo uomo sta in campo 10 minuti?

Il duello: Intenso e vibrante il duello tra Myers (beccatissimo dal pubblico per il suo teatrino Svezia Europei no ma adesso Grecia Olimpiadi si..) e Coldebella con Claudio che inizia da protagonista non solo in difesa ma anche in attacco.
Purtroppo vince Myers perché vince Roma e Coldebella e costretto ad arrendersi ai falli ma lo spettacolo offerto dai due è stato di alto livello.

Mio MVP: mah! Si salva solo l'indomito Coldebella. Sulla via di un buon match anche Sconochini prima che Barton franandogli addosso sembrasse riacutizzare i dolori alla schiena...

Un nuovo campione!: non avrei mai detto che qualcuno potesse scalzare Ettore Messina dal podio di migliore sesto uomo in campo ma così è successo. Visto il prode Piero Bucchi capace di tagliare addirittura fuori l'arbitro per piazzarsi in campo a scivolare lungo la linea laterale...
Ettore della Marca si consola con l'intoccato privilegio della quarta arbitranza...

Su Roma: oggi ha saputo ben nascondere i suoi problemi o forse è stata la Breil incapace di metterla in difficoltà. Griffith è ben lontano da essere il giocatore dei tempi del primo anno a Bologna, qualcosa di buono in attacco ma pochissima mobilità difensiva.
Si è ritrovato Tonolli con la sua arma migliore del tiro dalla distanza mentre Barton, comunque autore di una prova discreta, non è al livello di Parker.
Un caro saluto a Guido Saibene che purtroppo per noi vanta una striscia aperta di 3 vittorie a 0 contro l'Olimpia.

Visti in tribuna: c'è poco da fare, quest'anno tra pubblico e squadra non sembra essere ancora scattato il feeling dell'anno scorso. Nessun esaurito fino ad ora, nemmeno per match importanti: sembra che l'onda lunga del playoff maledetto con Varese non si sia ancora spenta, con una diffidenza che questa seconda sconfitta casalinga non aiuterà a sciogliere...

Le sfighe...: non vengono mai da sole. Nel dopo partita Corbelli rilancia foschi presagi sulla nostra sorte. Purtroppo né dal campo né dagli spalti gli sono arrivate distrazioni di sorta...

Comments