Breil Milano vs. Oregon Cantù 94 - 83


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Manlio Scopigno, allenatore filosofo del Cagliare scudettato una volta disse che la felicità non è vincere ma sperare di vincere. Dopo sei partite ufficiali in due anni e mezzo dove le nostre speranze di vittoria nel derby sono andate sempre disattese torniamo ad assaporare alla grande questa felicità (perché insomma sperare soltanto... ;-) )

Partiamo male, un po' il peso del derby "stregato" da vincere, un po' la difficoltà di giocare in un campo di casa ma "sconosciuto". Si teme che Cantù sulle ali anche di un alley hoop per Stonerook possa andare in fuga con Naumoski che non sa cosa fare con Wheeler e lo ammolla su ogni cambio difensivo al povero Milenko Topic.
Per fortuna che in panca Caja si ricorda di avere Lonnie Cooper che ha le gambette e la voglia per correre dietro a Wheeler. E con Lonnie, un Coldebella oggi guerriero e anche bomber e soprattutto uno Sconochini scatenato (6 recuperi) la Breil ribalta il match con un secondo quarto che vale un 24 a 9 esaltante. Quando Hines ha uno scatto di nervi di troppo e si fa fischiare terzo e quarto fallo tecnico la strada sembra aperta.

Mio MVP:Quando un giocatore permette alla Breil di fare a meno del Grande Macedone per un quarto intero senza soffrire non può non essere il migliore. Ventitre solidissimi minuti per Cooper, attento in difesa e preciso e ficcante in attacco dove chiude con 6 su 8 dal campo.
Menzione d'onore per Claudio, coldebellissimo in difesa come al solito ma anche in attacco, come si riserva per le occasioni speciali.

All eyes on me: c'è una puntina di malignità in quanto segue, lo so. Ad inizio del quarto periodo pensavo "Ma guarda Milano che va a vincere il derby senza l'apporto di Naumoski...". Poi le rotazioni difensive della Breil consentono a Calabria di dare fiato alla rimonta di Cantù. E io penso "Beh, Petar, visto che sei in campo e visto che non difendi da quando avevi i capelli ;-) potresti almeno segnare qualche punto di contenimento, cercare qualche fallo qualche libero...". Macché! L'Onorevole si nasconde?!?
Cantù arriva a meno 3, Caja cambia 3 giocatori in un colpo solo (per la serie siamo nei guai), i tifosi trattengono il respiro: ok adesso il momento è abbastanza drammatico, i riflettori sono accesi, aprite il sipario!
Sua Onorevolezza prende la bacchetta del direttore d'orchestra e per minuti sette fa capire che in ogni caso come suona lui, quando decide di suonare lui, non suona nessuno. Sellers riceve 3 assist che passano dove passa solo la luce, spara due bombe senza scampo e fa 5 su 6 ai liberi nel momento del fallo sistematico.
Ventuno di valutazione, così rimaniamo anche fedeli alla regola...

Sbilenki forever: non capisco come Vanetti sul Corriere della Sera possa definire pallida la prova di Topic. 17 di valutazione, 9 rimbalzi (top della partita), doppia cifra in punti con una bomba segnata nel momento decisivo della rimonta canturina, Stonerook tenuto a 7 punti.
Sento dire che l'arrivo di Rancik significherebbe la pressoché sicura partenza di Topic: per me, lo dico senza alcuna esitazione, sarebbe un suicidio tattico...

Migliorerà: minuti difficili per Gigena su Calabria che gli tira qualche bomba di troppo in testa.

Su Cantù: avrebbe dovuto tenere Jerry McCollough. Perché Thornton è chiaro che economicamente non riuscivi più a trattenerlo ma Jerry forse si. E assodato, come ammette anche Sacripanti che hai comunque perso parte della tua dimensione difensiva, con Jerry tenevi un giocatore che meglio di Wheeler sapeva far giocare in attacco anche i compagni oltre ad essere pericoloso in prima persona.
Cantù in forza del suo atletismo gioca(va) una difesa molto aggressiva: con la Breil lo sforzo difensivo è sembrato mancare assolutamente di lucidità complessiva, cedendo più facilmente al nervosismo.
Comunque l'Oregon rimane forte, è ancora in rodaggio ma sotto canestro con Bernard e Schortianitis ha una dimensione che gli anni scorsi non aveva. E poi Hines non sarà sempre obnubilato dal nervoso...

Parliamo di ordine pubblico?: Parliamo di ordine pubblico. Leggo Gazzetta, Corriere della Sera, Repubblica impegnate a stigmatizzare i fatti incresciosi successi dentro e fuori. Giusto, corretto e doveroso.
Però che a Milano ci siano solo due palazzetti vecchi, fatiscenti e pericolosi dove l'ordine pubblico è difficile da mantenere lo sappiamo da anni 18 (diciotto). Che lo si trovi scritto solo quando questo diventa un problema specifico per la stampa scusate ma lo trovo ipocrita.
Ho fatto una stagione intera più tot partite spot a vedere l'Olimpia dalla cima di una struttura palesemente irregolare, il famigerato palchetto dietro uno dei canestri del PalaMazda, tutto per l'insano desiderio e piacere di guardare la partita in un certo modo: nessuno ha mai scritto o si è preoccupato del fatto che qualche centinaio di persone potesse crollare insieme al palchetto.
Nessuno si è mai chiesto perché non si potesse montare quando servisse la tribunetta che c'era ad esempio nell'annata Sony e che è ancora nei magazzini del PalaMazda.
Nessuno si è mai chiesto perché di default la sistemazione dovesse essere da bestie nel momento in cui, parlo per me e per molti altri, bestie non siamo e regolarmente paghiamo.

Vogliamo combattere la violenza? Cominciamo a reclamare un palazzetto nuovo per Milano, ogni santo giorno e in ogni santa cronaca. Un palazzetto, non il Superdome di S. Antonio, ma moderno, sicuro, funzionale e razionale. Per tutti: i tifosi di casa e quelli in trasferta, per i giornalisti e per i giocatori.
Perché altrimenti è come per gli incidenti stradali: strade insicure, maltenute e fatiscenti non hanno mai evitato il botto anzi...

Poi, ipocrisia per ipocrisia, che quando qualcuno va a vedere la partita in un altro palazzetto palesemente irregolare e pericoloso (che so, Pedrazzi al Pianella di Cantù...) io legga regolarmente del "grande calore" e del "grande tifo" e fa niente se un canestro e mezzo campo sono regolarmente in balia delle intimidazioni della curva di casa e fa niente se poi invadono regolarmente e " "festosamente" il campo e fa niente se insultano e tentano di aggredire dirigenti e giocatori avversari infortunati (vedi Keep di Biella la scorsa settimana) e fa niente perché di default alcuni sono sempre e soltanto una bella realtà e altri un coacervo di malvagità, ecco allora mi vien da ridere. E piuttosto che ipocrita preferisco essere cieco tifoso...

Cieco tifoso: sono più o meno 5 anni che seguo l'Olimpia in curva. Ho cantato tanto, ho battuto tanto le mani, ho lanciato più di qualche insulto e di qualche gestaccio, ho alzato sciarpe e striscioni. Arrivo, saluto quelli che conosco, faccio il tifo, mi incazzo o sono felice alla fine. Ho fatto qualche trasferta e almeno una risata me la sono fatta sempre.
Non ho mai tirato un sasso, non ho mai messo le mani addosso a nessuno, non ho mai assaltato nessun pullman. Soprattutto non sono mai stato obbligato da chicchessia a farlo.
Così, tanto per la cronaca...

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