Per un'Olimpia migliore

Io e l'Olimpia

Il Manuale Cencelli del basket

- 10/8/05; 0:50:23 -

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La risposta è sempre dentro di noi, a volte è sbagliata, a volte è giusta però ce la dimentichiamo.
Ad esempio uno si dimentica che anche in certe realtà cestistiche vige l'utilizzo del Manuale Cencelli.

Dicesi manuale Cencelli, cito pari pari da Wikipedia:

Insomma un manuale che insegna a scegliere prima e soprattutto l'etichetta giusta. Poi eventuali valutazioni sul fatto che l'etichettato sia più o meno bravo, più o meno adeguato al ruolo e alla responsabilità vengono in seconda battuta o non vengono affatto.
Il manuale insegna anche a capire chi si può tagliare e chi no, insomma basta vivere secondo le regole del manuale e non ci sono problemi di sorta.

Noi a volte vogliamo le verità che ricordavamo perché queste sono troppo brutte. Però la verità è una, brutta ma una.
L'anno scorso c'era una certa quota che era 3, quest'anno la quota deve essere 3 o più di 3.

Aggiorniamo dunque la lista delle etichette confermate dell'Olimpia:

Chiudiamo con la dimostrazione che 25 anni di carriera non sono fuffa e che le sinergie funzionano. Venticinque anni di carriera servono a prendere un giocatore di secondo piano senza controllare in Lega o presso la sua squadra precedente la reale situazione contrattuale, trovandosi poi a pagare un buyout assolutamente evitabile come tassa per la stupidità.
Venticinque anni di carriera servono a fare figure di merda tipo quella con Casey Shaw ad esempio, beccandosi questo comunicato di Cantù e rispondendo in maniera patetica così, del tipo "ah ma noi ci siamo fidati...". Ma d'altronde in società sono abituati a credere che questo è un Rolex, giurin giuretto è un Daytona perfetto, mica dovremo verificare carte e cartigli?.

Le sinergie funzionano inoltre per replicare anche nel basket la farsa Suazo che avendo in società sia Milan che Inter ci sarà chiara in ogni particolare e scena. Tanta è la voglia di Gino Natali di compiacere Adriano Galliani che anche lui si è voluto impapocchiare in questi bei casini di contratti che ci sono e non ci sono.

Seconda chiusura: nell'NBA dove non capiscono notoriamente niente sono i giocatori che pagano gli agenti e la commissione è al massimo del 4% anche per quelli di cui tutti parlano bene. In Italia dove siamo molto più bravi e intelligenti devono essere le società a pagare gli agenti minimo il 10% del contratto.
Ah, lo dice Dan Peterson, mica il sottoscritto. Mandateli a lui i messaggi, grazie.

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