Per un'Olimpia migliore

Io e l'Olimpia

E da ora in poi sarà seria

- 9/27/2006; 12:53:35 AM -

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Nota del 27/09: leggo dall'articolo di Massimo Pisa sul Marc'Ambrogio questa frase:

E rimango perplesso come rimasi già perplesso nel 2003 quando questa proposta venne fuori e io scrissi questo articolo.
Aggiungo al volo che se la metropolitana viene finita a breve il futuro del basket e della pallavolo ad alto livello io lo vedo ad Assago... o no?

Mancano 10 giorni all'inizio del campionato e mi permetto di consigliarvi ancora una volta di fare l'abbonamento e venire a seguire quella che penso possa essere l'inizio della primavera della carriera di Danilo Gallinari.
Consiglio l'abbonamento perché serve costanza per vedere crescere i fiori, se venite solo una volta o due magari beccate una giornata no (che capiterà come capita a tutti i giovani..) e ve ne andate perplessi.
No, il Galletto merita costanza e alla fine quello che vedrete vi ripagherà sicuramente: questa sera doppia cifra anche contro sua maestà Dejan Bodiroga che, seppure l'abbia portato a scuola più di una volta, è stato costretto a giocare davvero.

Detto ciò, mancano appunto 10 giorni all'inizio del campionato e con il Trofeo Marc'Ambrogio conquistato dalla Lottomatica Roma al PalaLido per 82 a 76 si è conclusa la nostra preseason.
Conclusione all'insegna di un primo ridimensionamento. E non lo dico io, lo dicono i diretti interessati: leggiamo ad esempio alcuni estratti dall'intervista odierna di Luca Chiabotti a Sasha Djordjevic sulla Gazzetta dello Sport:

Ricordiamo che si parla della squadra che da dichiarazioni di presidente e GM è da primi tre posti sicuri, la migliore mai creata in 20 anni di basket. Ma l'allenatore aggiunge anche che "Chi è Milano non si può capire adesso"

Insomma Milano forse correrà. O forse no. Forse farà un gioco veloce. O forse no. Per quello che ho visto fino ad ora di persona (TIM e Marc'Ambrogio, non molto ma comunque abbiamo incrociato squadre molto probabilmente destinate all'alta classifica) il problema è che non sembriamo avere un gioco tout court: stasera ho visto il portatore di palla costretto a palleggiare per 10 e più secondi senza che si aprisse una linea di passaggio decente, ho visto più e più azioni che si limitavano a un pick'n'roll nemmeno troppo ben eseguito e a una improvvisazione successiva. Per non parlare degli imbarazzi che generava il pressing tutto campo di Roma.

Le impressioni sui singoli di questa sera partono dalla delusione più forte fino ad ora: Kiwane Garris. Che doveva essere una sicurezza (e contro Roma domenica segnava ben 17 punti), soprattutto sul piano dell'atteggiamento, della leadership e dell'esperienza e invece pecca soprattutto in questo.
Si è rivisto il Bulleri che conosciamo, molto bene in attacco, in imbarazzo in difesa sia su Ilievski che su Giachetti.
Sconcertante Tusek che caracolla avanti e indietro sul campo con l'aria di essere praticamente avulso dal gioco: eppure domenica aveva giocato la classica partita dell'ex contro la stessa Roma segnando 18 punti...
Ad oggi meglio allora la volontà goffa ma almeno costante di Schultze.

Citiamo ancora dalla intervista di DJ:

Chi ha visto l'esperimento di stasera con i due mori affiancati nel quintetto iniziale penso ne sia meno sicuro. Blair ha segnato 7 punti nei primi 7 minuti ma contestualmente Watson è stato una pena come ala grande mostrando forti limiti come passatore e non prendendo alcuna iniziativa offensiva (oltre a prendere 2 bombe in faccia da Tonolli). Non penso sia un caso che nell'azione immediatamente successiva al primo cambio di Blair con Tusek, vada subito a schiacciare: fuori dall'area è un pesce fuor d'acqua di scarsissima utilità.
Quando un positivo Blair è uscito dopo una brutta caduta post schiacciata in contropiede, Travis ha abbondantemente deluso con palle perse banalmente, una schiacciata sbagliata e distinguendosi per blocchi e interventi sgraziati e fuori tempo per i quali poteva essere anche sanzionato più spesso: emblematica una azione tipo football americano in cui Watson apre la strada a Bulleri in penetrazione con una serie di spallate.
Per carità, va bene l'energia ma non credo che per dispensa papale lui potrà giocare a rugby e gli altri no...

Rimangono Green, Calabria e anche Plumari che sostituiva nelle rotazioni (invero piuttosto frenetiche e a volte un po' incomprensibili) l'infortunato Gigena. Il primo si conferma motorino di grande verve sebbene non lucidissimo nelle letture; per Dante l'impressione di una dimensione ormai molto tendente alla specializzazione e al minutaggio ridotto; per il giovanotto Plumari una buona prova di coraggio e atteggiamento a ripetere la prova molto positiva anche nei numeri di domenica sempre contro Roma.

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