- 8/30/2006; 11:26:52 PM -
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Sopravvissuto alla sera in cui ho tentato di uccidermi affrontando i 48° centigradi del campo da basket di Djerba che potevano causare un mio passaggio repentino dallo stato solido a quello liquido seguito da subitanea evaporazione, rieccomi in pista.
Quello che non ammazza fortifica e io torno fortificato nella convinzione che Corbelli e Natali siano due gran tappetari e venditori di cammelli.
Ma tutto lo sport italiano è fatto al 99% di tappetari e venditori di cammelli: per dire, pensate a Martinelli che ha comprato la Fortitudo appena dopo aver fatto sparire Roseto.
E nessuno ha fatto un fiato! Esattamente come farebbero nell'NBA, io faccio fallire che so, Charlotte, e subito dopo mi compro i Knicks e chiaramente David Stern arriva a darmi la mano e congratularsi con me nel plauso generale.
Siccome tra tappetari e venditori di cammelli ci si intende subito, Martinelli e il dinamico duo si sono resi protagonisti di una specie di transumanza incrociata tra Milano e Bologna, Cavaliero e Shumpert verso le Due Torri, Garris, Green e Watson verso la Madonnina.
E viene da chiedersi fra le due fazioni tappetare chi ha fregato chi o chi crede di aver fregato chi.
Perché la logica dice che qualcuno di fregato c'è di sicuro: lo scopriremo facendo i conti a fine stagione.
Ma bando alle ciance e fiato alla trombe perché questa è una stagione da primi tre posti matematici. La cosa buffa è che, ad oggi, potrebbe anche essere vero visto la povertà crescente del campionato italiano: in un mondo di ciechi, l'orbo primeggia.
Allora mettiamo che putacaso domani io avessi la fortuna di essere l'allenatore dell'Olimpia 2006 - 2007 potendo contare su cotanto roster: come la farei giocare?
Diciamo che partirei da una serie di assiomi:
Sulla base di questi assiomi penso che il mio primo quintetto sarebbe sicuramente il seguente:
Le consegne che affiderei al buon Kiwane sarebbero sicuramente l'armare nel migliore dei modi le bocche da fuoco di Calabria e di Gallinari, e, a seguire quelle di Blair e Tusek. E Garris, a parte l'incognita dell'età, è un play vero in grado di pensare prima di tutto a dare il ritmo alla squadra.
Calabria dovrebbe esserne immediatamente beneficiato e così penso anche Gallinari che, da debuttante assoluto in serie A, ha bisogno di essere "premiato" da buoni passaggi tutte le volte che si muoverà nella maniera giusta.
Tusek dal punto di vista fisico è una grossa incognita ma tecnicamente è l'ala forte bidimensionale probabilmente imprescindibile nel basket attuale. Blair è un centro e come abbiamo già detto, i centri servono relativamente nel basket attuale (la cosa è talmente chiara a Natali che di centri puri quest'anno ne ha presi due...): lo mettiamo giusto in ricordo dei bei tempi andati.
Poi avrei un secondo quintetto così composto:
Questo quintetto è dedicato al massimo rendimento offensivo di Bulleri, che è "protetto" difensivamente e in attacco non ha concorrenza o altri reali terminali di cui preoccuparsi.
Paradossalmente mi aspetto che questo sia il quintetto che possa spaccare le partite sebbene sia una formazione meno forte ed equilibrata della precedente: Gigena o Green come ala piccola sono un rischio di forti mismatch e il buon Sven, per quanto gli possiamo voler bene, è un giocatore limitato e limitante a certi livelli.
Ma è la formazione potenzialmente più energetica, che può collettivamente andare "on fire" e sulle ali dell'entusiasmo produrre dei break sostanziosi.
Le interpolazioni tra questi due quintetti sono possibili rispettando gli assiomi già detti. Blair e Watson sono intercambiabili ma fianco a fianco li vedo solo in situazioni limitatissime. Tusek e Schultze sono ugualmente intercambiabili ma vederli insieme è meno conflittuale sia pure sempre per minutaggi modesti.
Affiancare Garris e Bulleri potrà accadere ma nel momento in cui si vuole utilizzare Kiwane come specialista in missione difensiva. E in quei casi Bulleri rimane l'uomo con la palla in mano: perché il miglior Bulleri ha la palla in mano e non ha senso snaturarlo.
Bulleri e Calabria li farei giocare il meno possibile insieme perché sono un uomo che non cerca guai...
All In on Danilo: Molto e forse troppo del buon esito della prossima stagione sta venendo ricondotto a Danilo Gallinari. Dimenticando che, a prescindere da qualsiasi valutazione e speranza, il rampollo di Vittorio non ha ancora giocato nemmeno un minuto in serie A1 ed è reduce da un lungo periodo di stop per problemi fisici.
Sulla carta e in linea teorica si possono fare molti voli pindarici sull'utilizzo del Galletto: come il Pittis dei tempi d'oro lo si può immaginare da 2, da 3 o anche da 4.
Galletto decisivo a nemmeno 20 anni come Acciughino in gara tre della finale 86/87 contro Caserta.
Galletto da 4 come Pittis da 4 nel quintetto da supercorsa dell'ultima Philips di D'Antoni con DJ, Riva, Ambrassa, Pittis e Davis.
Molti sono pronti a giurare che a parità di età il Galletto sia già meglio di Acciughino. Ma spesso il puro talento non basta ad emergere appieno se l'ambiente non è quello ideale.
I primi exploit e azzardi vincenti di e su Pittis godevano del paracadute dato da compagni chiamati McAdoo, D'Antoni, Meneghin, Barlow, Premier. Mentre il paracadute del Galletto sembra molto più modesto per non dire inesistente.
Se pronti via Danilo non si dimostra un'ala piccola competitiva, l'Armani della prossima stagione deve arrangiarsi con una staffetta Gigena - Green che ali piccole competitive non sono o al peggio dovrà tornare sul mercato.
Built for speed? I report sui primi allenamenti della preparazione parlano di una squadra che sembra lavorare molto su una dimensione da velocista e contropiedista.
Dimensione che non mi convince del tutto perché di base siamo una formazione con un tasso atletico basso: quanto dura un Tusek alla bersagliera? O lo stesso Blair che pure correva ma è ormai in fase calante? Corre sicuramente Bulleri ma credo che Garris, oggi come oggi, già corra un po' meno. Corre bene Green ma l'attuale Calabria non sembra un dominatore del campo aperto.
Possiamo sicuramente provare a correre ma ho l'impressione che saremmo alla lunga una vettura già per costituzione non destinata alle alte velocità di crociera e in più un po' vecchiotta, che, una volta spremuta a fondo, presenta forti rischi di fusione.
Intendiamoci, ritengo il secondo quintetto delineato sopra sia un quintetto che deve e sa correre e, correndo, sa dare un notevole contributo alla causa. Ma dicevo anche come sia una sorta di special team da football americano incaricato delle sferzate e dei cambi di ritmo.
Per correre poi serve difendere e recuperare palloni così come controllare i rimbalzi: possiamo essere una squadra di grandi difensori? Si ma sempre con l'incognita dei mismatch fisici.
Possiamo controllare i tabelloni? Forse, con l'incognita che i nostri due migliori rimbalzisti si escludono reciprocamente e non sembrano poter davvero giocare fianco a fianco, Tusek è discreto e Schultze insufficiente.
Occhio alla lunetta: notavo una cosa a cui fare attenzione. Watson tira maluccio i liberi, certo meglio di Blair ma il 67% dell'anno scorso non è esaltante e in carriera non se ne è mai allontanato troppo.
Il problema è che Green l'anno scorso si è fermato al 65% ed essendo una guardia la cosa si fa più preoccupante visto che anche negli anni ad Avellino ha superato di poco il 70%.
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