Per un'Olimpia migliore

Io e l'Olimpia

L'Onorevole e il suo seguito

- 10/8/05; 0:50:23 -

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Nota del 8/07: Ufficiale Milenko Topic all'Olimpia.
Un grosso saluto e un grazie ad Air Slovakia per i bei momenti che ci ha regalato: buona fortuna Martin, non mollare mai...

Come già vi avevamo detto, è arrivata la conferma per Petar Naumoski. Nel comunicato ufficiale si parla di opzione esercitata sul secondo anno, cosa che mi suona nuova.
Mi risultava infatti che nel contratto in corso l'Onorevole aveva una opzione di rinnovo automatico (allo stesso prezzo) legata solo al raggiungimento dell'Eurolega. O mi sbaglio o non ce la contano proprio proprio com'è veramente... ;-)

L'ottimo Massimo Pisa (allora questo Catania? B o C1?... :-)) intervista Hugo Sconochini facendo luce sulla situazione del nostro capitano.
L'inghippo tecnico del rapporto con Naumoski viene espresso molto chiaramente così come le prospettive di trasferimento orientate verso la Spagna.
Semplificando le cose per capirci alla fine il punto è su chi nell'Olimpia alla bisogna, può tenere la palla per 15 secondi per inventare qualcosa. Un anno fa l'Olimpia sembrò dare questo onere ed onore ad Hugo per poi passarlo a Petar in corso d'opera.

Ora, che l'Onorevole sia primo ministro del gioco Olimpia 2003/2004 lo conferma anche Caja sulla Gazzetta. Rubo la trascrizione delle frasi salienti all'amico Cristian:

Difficile oggi immaginare il mix di più corsa e allo stesso tempo di più pick'n'roll (praticamente l'Hugo pieno e il Petar ubriaco... ;-)): se si vivrà di pick'n'roll e si morirà di pick'n'roll Topic - Lindeman hanno più senso di Rancik-Sellers che però corrono sicuramente meglio.
Interessante notare come Caja e Sconochini (che non penso attualmente concordino su molte cose...) vedano entrambe una centralità di Coldebella: solo che per il primo Claudio è la spalla ideale per Naumoski, tanta difesa e poche pretese in attacco (qualche scarico da tre piedi per terra...), per il secondo è il play che non monopolizza la palla, l'alternativa all'Onorevole.

Bootsy Thornton: si è accasato a Siena. Milano per lui ha offerto forte (ecco magari sulla via vecchia e non su quella nuova ma questo è un altro discorso...), forse troppo forte pensando che sarebbe stata comunque la seconda punta.
Comunque l'impressione mia è che l'Olimpia stia facendo una squadra che avrà, sulla carta, una discreta se non ottima qualità nei singoli. Ci saranno però alcuni rebus di convivenza tecnica che decideranno definitivamente la statura di Caja al vertice: la permanenza di Hugo (ed eventualmente di Rancik) mettono qualche complicazione nel progetto di essere esclusivamente l'Onorevole e il suo seguito.
Onere di Caja trovare in questo strappo all'ortodossia programmata una marcia in più...

Olivari novela: noi al nostro Cato censore abbiamo provato pervicacemente a chiarire le idee. Abbiamo fatto un primo tentativo (direi fallito...), ci sembrava che l'amico Martino l'avesse finalmente illuminato (essendo Martino uno nostro lettore già la festeggiavo come vittoria di Ioelolimpia.com :-)...), poi abbiamo letto la risposta alla nostra replica e ci siamo rassegnati...
Su Indiscreto mai leggeremo parole scortesi su Milly Moratti, mai leggeremo che il calcio milanese, attraverso la miliardopasionaria, ha scientemente boicottato la costruzione del PalaBrera...
Olivari ciurla nel manico: sfido chiunque a trovare nella famosa intervista un passo in cui Corbelli chiede al Comune di intervenire nella gestione ordinaria della squadra.
A Olivari piace scrivere che i soldi dell'ICI non devono servire a pagare Naumoski che però è una sua elucubrazione che non trova alcun riscontro nella realtà. Quello che viene chiesto al Comune è di essere un interlocutore per una realtà gloriosa che porta comunque il nome di Milano e per uno sport di cui l'Olimpia rappresenta il vertice più visibile. Il Comune di Milano non lo fa, schiavo di lobby evidentemente molto potenti che ne orientano l'agenda, perlomeno in ambito sportivo.

Le dimensioni del basket italiano poi le conosciamo benissimo: una piantina stentata come piantine stentate sono ormai tutti gli sport in Italia che non si chiamano calcio.
Queste piantine stentano (anche) perché c'è questo albero malato che fa ombra e succhia tutte le risorse, dalla televisione agli sponsor. Albero su cui campano attaccati come edera i vari protagonisti del sottobosco calcistico alla Olivari.

Perché è bello ergersi a paladino del pluralismo sportivo, invocare spazi e attenzione per gli altri sport....Poi gratta gratta salta fuori "si ma tanto interessa solo a 4000 persone, parliamo piuttosto di quel mito del magazziniere del Real Madrid..."
E' un processo forse inarrestabile ma almeno, per decenza, i fiancheggiatori della desertificazione della biodiversità sportiva evitino di spacciarsi per paladini delle minoranze...

Cosa combina il Bistecca giapponese?: Notizia incredibile sul nostro ex proprietario Kobe Bryant (che pare abbia da tempo raffreddato assai i rapporti con il padre per divergenze sul suo matrimonio...) indagato per una presunta violenza sessuale...

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