- 6/24/2003; 2:57:06 PM -
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Era inevitabile che l'uscita di Corbelli agitasse le acque e forse era anche una uscita strumentale allo stato delle acque stesso. Parliamone un po' di queste reazioni: parto da un articolo trovato su Indiscreto, un sito di gossip sportivo che sinceramente non conoscevo.
Articolo a cura di Stefano Olivari (founder del sito stesso) e che titola così :"Corbelli di tutto il mondo, il basket pro non è un genere di prima necessità".
Articolo assai sintomatico: parte da tesi corrette e condivisibili a una prima lettura ma che una volta approfondite dimostrano come esista una lobby più o meno consapevole di (co)strangolatori di tutto ciò che non è calcio.
Vero, il basket pro non è un genere di prima necessità ed "Albertini non dovrebbe avere il rischio di retrocessione in Legadue in vetta alle sue preoccupazioni". Ma nemmeno il quarto anello di San Siro o la finale di Champions League da vedere in tribuna VIP dovrebbero essere in cima alle preoccupazioni del sindaco di Milano...
C'è una volontà di leggere le lamentazioni di Corbelli e degli altri presidenti a lui precedenti (rispetto ai quali l'impegno e i risultati di Corbelli in un anno sono stati assai maggiori...IMHO)come un mero bussare a soldi a fondo perduto...
Io non la vedo così: il problema vero è un Comune che rifiuta a priori di essere un interlocutore di ogni realtà sportiva che non sia calcio.
Inter e Milan si sognano di fare il quarto anello (optional)? Eccoci qua, parliamo, discutiamo, facciamo con anche ampi sconti! Dal 1985 non esiste un Palasport moderno a Milano (basic)? Si ma c'è il Forum...
Se domani crollasse S. Siro gli Olivari della situazione invocherebbero imprescindibili e doverosi interventi comunali, statali e pure della comunità Europea perché il calcio pro si che è un genere di prima necessità...
E' questo che da fastidio, la parzialità e partigianeria dissimulate facendo proprie demagogicamente tesi anche giuste: se lo sport pro è un affare privato allora lo è in ogni caso, che sia la lippa o che sia il calcio...
Se invece in realtà si sostiene che le istituzioni in senso lato debbano garantire panem et circenses si abbia la decenza di non difendere il proprio giocattolo fingendo di fare il bene comune...
Perché sfogliando Indiscreto scopro che Olivari è uno dei mille interologi che alimentano il mercato della chiacchera calcistica globale, mercato saturo, inflazionato e drogato che per sopravvivere ha bisogno anche delle briciole. Briciole di sponsorizzazioni e di soldi che una volta alimentavano gli "altri" sport e che adesso vengono deviati verso il sottobosco del calcio.
Sottobosco che non è il calcio minore ma appunto la chiacchera infestante e parassita sul calcio maggiore: non sia mai che ci siano le condizioni per cui un Bodiroga o uno Zlatanov tolgano spazio ai miei interventi di massimo esperto ed amico del terzo portiere della primavera nerazzurra...
P.s.: Che poi, ragazzi che ve lo dico a fare? "ragazzini degli anni Ottanta, che comprano ancora oggi la schiuma da barba Squibb (onore a Cantù, altro che bruciarla) solo perchè gli ricorda quel basket..."
E dillo che sei un tifoso dei falegnami, Olivari! ;-)
P.s. 2: Siccome questo sito è un bel po' avanti non sto qua a ribadire troppo che oggi Lonnie Cooper è ufficiale a Milano...
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