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Io e l'Olimpia

Pippo Milano vs. Metis Varese 59 - 60

- 10/8/05; 0:50:23 -

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Statistiche

Giusto. Devastante ma giusto così perché la Pippo ha confermato di essere arrivata ai playoff ampiamente impreparata alla post season.
L'avevamo detto già dopo gara 1, uscire non avrebbe cambiato la valutazione positiva del complesso della stagione: la nostra regular season merita ancora 8; la nostra post season merita 4; la media è 6
Dietro i due voti c'è lo stesso coach che, purtroppo, ancora una volta sembra non avere il passo per le salite degli scontri senza futuro: in chiave ciclistica, visto che è iniziato il Giro, grande passista sulle lunghe distanze ma pessimo scalatore.

Se la bomba di La Rue fosse uscita ma soprattutto se Sconochini, Kidd, lo stesso Naumoski e tutti gli altri biancorossi avessero fatto una piccola cosa in più giusta (un rimbalzo, una palla recuperata, financo un fallo..) sarebbe passata la Pippo ma questo non avrebbe cambiato lo sostanza di una Metis che per due volte ha mostrato una superiore conduzione e preparazione tecnica e tattica.
Varese ha sicuramente meno talento in campo ma ha un gioco, a difesa schierata non mette cinque statue a guardarsi. Varese si muove, taglia, blocca, ritaglia, blocca di nuovo: poi può sbagliare, anche molto, perché gli interpreti sono così così ma lo spartito c'è...

Caja fa... il Faina giocandosi la stagione in un uno contro 5 suicida di Naumoski contro tutti e perde come è giusto che sia in uno sport di squadra. Certo, sbagliano gli uomini in campo, sbagliano triple piedi per terra che dovrebbero essere automatiche in casa ma il coach non li aiuta.
Si è spesso rilevato come il nostro modulo - costruito sul pick'n'roll di Petar e micidiale nel momento in cui si riesce a giocare non tanto in contropiede quanto in semi transizione, cogliendo gli avversari ancora in sistemazione - fosse ad altissimo rischio contro avversari capaci di rientrare sempre per tempo e ad aspettarci a difesa schierata: nei playoff si gioca a metà campo e noi attaccando a metà campo siamo rimasti strangolati.

Serviva invece un salto di qualità, la capacità di rivelare un nuovo volto, non uno stravolgimento ma una integrazione. L'arrivo di Mrsic per tutti sembrava un desiderio di alzare il nostro peso specifico con un 3 dotato di centimetri ma anche di pericolosità perimetrale. La novità delle nostre tre partite degli ottavi è stato invece un quintetto ulteriormente alleggerito con Rancik da 5, Mrsic da 4 e Naumoski da 3 (in costante affanno su Vescovi) e risultato privo di qualsiasi efficacia difensiva ed offensiva: se la prima ed unica opzione nasce da un blocco per Naumoski chiderlo al meno ingombrante dei nostri lunghi lascia perplessi.

A fine partita Caja non si presenta in sala stampa: gesto poco elegante, forse sintomo della necessità di una ampia autocritica che va al di là di questa partita e di questa stagione.
Il dogmatismo di Caja in post season non paga, i risultati dicono questo e oggi non ci sono infortuni o arbitri o ambiente o giocatori su cui girare il problema: non è vero che il (solo e reiterato) pick'n'roll è l'arma finale sia che si giochi la prima di campionato o la terza degli ottavi; non è vero che la prima azione della partita si gioca come l'ultima.
Si deve meditare sull'incapacità che la Pippo ha avuto per tutta la stagione di interpretare le ultime azioni decisive soprattutto non avendo in campo ragazzini di primo pelo: non ho la controprova, ho visto pochi allenamenti soprattutto dopo la loro "chiusura", ma quanto lavoro specifico è stato fatto in stagione?

Corbelli è il primo che mediterà: dovrà partire dai vuoti di gara uno che non si possono dimenticare anche alla luce dell'esaurito di gara tre. Quanto si può investire davvero se tutto può essere divorato in ogni momento dal moloch calcio?
Poi mediterà sulla squadra: si dovrebbe partire da Hugo e Vanuzzo, titolari di un biennale, e, molto probabilmente, da Naumoski e Coldebella con i quali le opzioni di rinnovo sarebbero a buon punto.
Rancik con tutta probabilità sarà sacrificato sull'altare di Caja che, testuali parole, "ha il contratto": scarso il feeling tra i due, pessimi i playoff di Air Slovakia ma pretendere che il meno esperto esploda in post season (schierato tra l'altro fuori ruolo...) quando i più esperti crollano insieme al manovratore è piuttosto utopistico.

Se Corbelli ha la piena fiducia in Caja fa benissimo ad affidarsi a lui. Ripeto, regular season ottima con una squadra di grande carattere che in pochi mesi è tornata a giocarsela con tutti raggiungendo F8 di Coppa Italia e playoff. Sono convinto che con Caja possiamo rifare la stessa stagione e forse anche migliorare, arrivare quarti, magari terzi: il problema sarà vedere cosa faremo in primavera...

Chiudiamo qui: ieri sera ho fatto tardi per raccogliere gli autografi dei giocatori, fuori dal Lido eravamo i soliti noti, nella tristezza, l'aria rimaneva serena.
Farò partire l'ordine per la maglia, penso prenderò Martin visto che dubito di rivederlo ancora ma se ci fosse prenderei Alberti che anche stasera ha giocato il tempo concessogli con grande efficacia.
So long, Pippo 2002/2003!

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