- 4/6/2003; 10:33:27 PM -
| Prec | Segue | La stagione 2002 - 2003 |
Rimaniamo per un attimo sconsolati come la Pippo, dopo la sirena sparsa e attonita sul campo. Ma come è successo al Lido deve partire, dopo il silenzio, un applauso alto e forte. Da estendere anche a Roma perché questa va consegnata alle cronache comunque come una grande partita, intensa e combattuta, con campioni che hanno dato il meglio di se.
Vince Roma di un punto come all'andata ma questa volta attaccando e non difendendo, vince su una Pippo che, come nei match su Cantù, deve fare mente locale sulle proprie sbavature nell'arco dei 40 minuti per trovare il motivo della sconfitta e quelle differenze che la separano ancora dalle top four.
Brava Milano in difesa su Santiago, brava a cacciare palloni agli esterni con tre palloni consecutivi recuperati nei primi due minuti, brava sull'asse Naumoski e Kidd, brava sulle onde create da Hugo nel terzo quarto per impostare un break che sembrava più solido.
Meno brava quando si è adagiata sulla vena personale e personalistica di Naumoski anestetizzandosi in attacco e subendo oltre misura il momento di appannamento che ha preso Petar nell'ultima frazione: un errore ad esempio non aver mai cercato il quinto fallo di Myers magari mettendo Claudio contro di lui in post basso.
L'azione: quando Martin Rancik appare come nembo di tempesta a stoppare prepotentemente l'entrata per il pareggio di Myers sembrava fatta ma non è stato così.
Grande palla rubata di Hugo sempre su Myers nel terzo quarto doppiata subito dopo da un furto con destrezza su Parker...
L'interrogativo: sarebbe potuta finire diversamente? Alla Pippo va forse più imputata la gestione del penultimo attacco dopo la stoppata maiuscola di Rancik su Myers che l'ultima difesa.
E' vero che scegliere la difesa senza fallo sul + 2 a 18 secondi abbondanti dalla fine può sembrare meno logico o meno pagante rispetto a un fallo immediato che, eventualmente, ti può mettere sul pareggio con palla in mano e una decina di secondi da spendere. Ma è vero anche che Parker segna dall'angolo destro a 2 secondi dalla fine un tiro di difficoltà ennesima, marcato e in precario equilibrio.
Più grave non essere a quel punto sul + 4 (o sul +3 o sul + 5...) perché Naumoski ha tenuto palla 20 secondi senza trovare fallo o tiro con gli altri immobili prima di uno scarico a Niccolai per un tiraccio allo scadere.
Tornando ai tempi regolamentari si prenda quanto segue come nota statistica e non come nota polemica (forse...): dal - 7 del 30' al +5 Roma non paga un fallo per 7 minuti abbondanti rompendo l'impasse con Jenkins.
Mio MVP: va a Warren Kidd che, contro Santiago e Tusek, gioca 41 minuti segnando 15 punti e recuperando 12 rimbalzi, cifre che i suoi due avversari non raggiungono complessivamente. Come a Varese va in lunetta in un momento topico e non tradisce, è pronto sul pick'n'roll e sugli scarichi.
Prove importanti ma anche alcune ombre consistenti per le citazioni di giornata: Naumoski 25 punti ma una leadership che è scaduta a volte in scelte troppo reiteratamente egoistiche.
Per Hugo un rientro squillante: suona la carica nel terzo quarto con due palloni rubati consecutivi e una bomba ma scelte azzardate frenano un break più consistente. Ha la palla della vittoria sul finire del tempo regolamentare ma purtroppo una prodezza di Parker in stoppata gli nega il canestro.
Su Roma: difficile fermare una squadra che sul perimetro vanta 3 realizzatori puri, giocatori in grado di creare sempre la propria via al canestro a prescindere dagli schemi. Jenkins, Myers e Parker hanno fatto la differenza a staffetta, nonostante Milano avesse praticamente cancellato dal gioco lo spauracchio Santiago costretto a due soli tiri dal campo. Importante anche il contributo di Righetti, freddo ed efficace nel terzo quarto.
Difficile però capire se Roma possa essere l'alternativa finale alla Benetton: come alla Mens Sana Siena, qualche tensione tra i vari big traspariva chiaramente nei momenti migliori per la Pippo. Grandissimo potenziale ma rischio di implosione latente come è accaduto ad esempio a Forlì in Coppa Italia.
Classifica: siamo ancora quinti in solitaria perché la Skipper non ferma Treviso. Posizione assolutamente trasparente dell'andamento del nostro campionato: non abbiamo mai battuto una delle 4 che ci precedono (ultima possibilità sabato prossimo contro Siena...) ma (ad eccezione di Biella, rivincita da prendere alla vigilia di Pasqua...) abbiamo regolato almeno una volta tutte quelle che ci seguono.
Visti in tribuna: Parterre ricco con Galliani e figlio e sulla tribuna opposta Fabrizio Frates ex coach di Udine. Al via bandierone Olimpia a coprire la curva. Una mezza dozzina da Roma con il drappo che continua a ricordare lo sfortunato Davide Ancillotto. Un saluto a Paola (anche lei infortunata ma presente come The Voice) e a Drazen.
Premiato prima del match l'immenso Dino Meneghin e immenso è ancora poco....
Fieri... dalla testa ai piedi: Pur nella sconfitta il momento è solenne. Con questo bello slogan parte finalmente da lunedì il da tempo sospirato merchandising ufficiale. Il sottoscritto è già in ambasce non sapendo bene che maglia replica ufficiale scegliere: l'Onorevole? Il Condor? il Gattone? Air slovakia? Claudio? Tutte? :-)
| Prec | Segue | La stagione 2002 - 2003 |
[ Versione stampabile ] [ Invia via e-mail ]