Per un'Olimpia migliore

Io e l'Olimpia

Buon 2003!

- 1/1/2003; 5:33:57 PM -

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Buon 2003 a tutti! Come si dice in questi casi, speriamo che sia migliore di quello passato. Per l'Olimpia che nel cuor ci sta il 2002 si chiude con un bilancio di 14 vittorie e 22 sconfitte dove la sciagurata stagione scorsa pesa con un 6 - 15 complessivo.
Se mai ce ne fossimo dimenticati il 2002 è stato l'anno in cui sabato 27 aprile Marco Mordente, Lou Bullock ed Henry Turner andavano in lunetta a sbagliare appositamente i tiri liberi per mantenere la salvezza raggiunta contro Imola. E' stato anche l'anno del cambio di proprietà ma qui potremmo confonderci con il 1998 o con il 2000: quello che ci riporta all'anno giusto è che la triade Corbelli, Natali, Caja (ma ci aggiungerei anche la Pippo dei fratelli Salviato) per ora ha (ri)portato entusiasmo, iniziative e risultati di cui da tempo si era perso il sapore.

L'ultimo SuperBasket dell'anno chiude con uno speciale dedicato alle 100 persone più importanti del basket italiano. Naturalmente la nostra curiosità è andata subito a vedere come si piazzavano quelli che gravitano intorno al mondo biancorosso: speriamo che il presidente Corbelli non sia superstizioso poiché è lui ad occupare al numero 17 generale la vetta della nostra personale classifica. Seguono, al numero 24 e al numero 32, due miti che è impossibile isolare dall'Olimpia, Mike D'Antoni e Dan Peterson. Manca Dino? Giammai, eccolo a quota 65.
Prima viene il capitano Hugo Sconochini, premiato al 37esimo posto per la sua capacità di catalizzare pubblico ed entusiasmo. Per coach Caja 39esima piazza come uomo che sa vivacizzare le metropoli.

In mezzo a loro, Flavio Tranquillo del quale, immaginiamo con suo disdoro, SuperBasket ricorda gli inizi come speaker dell'Olimpia. Con suo disdoro dicevamo perché recentemente di Flavio ricordiamo varie interviste in cui teneva a ribadire qualsiasi suo possibile accostamento a qualsivoglia bandiera...
Che peccato, a me piaceva così tanto quando diceva "Mike D'Antoni, da Mullens, Georgia..."

A quota 57 il nostro amore più vero, quella folle banderuola di Luca Chiabotti. Il nostro Luca, guai a chi ce lo tocca, dopo essersi sdilinguito in maniera sospetta dopo la nostra vittoria con Trieste, ci ha abbandonati alla prima difficoltà annunciando severo prima e dopo Biella come la Pippo scivolasse giustamente e doverosamente verso la metà classifica ove è giusto e doveroso ella debba rimanere vita natural durante...
Quest'uomo non supererà mai il trauma di essere stato tifoso di Milano 2 (non nel senso di quartiere ;-)...)

Fuori dai 100 sia Gino Natali che Toni Cappellari (sic transit gloria mundi...) mentre, non a caso e non senza relazione, in classifica ci sono ben 9 fra agenti e procuratori. Mi stupisce che fra questi top 100 non ci sia nessun executive di Nike, Adidas o Reebok: non siamo negli USA certo, ma non credo che gli uomini del baffo e delle tre strisce contino proprio come il due di briscola...

Ma la grossa pecca di questa classifica è il fatto che il sottoscritto non venga minimamente considerato... Benché, come è noto, egli sia stato additato, insieme ad altri mestatori, da un allenatore di cui adesso mi sfugge il nome, come demonico e onnipotente "condizionatore mediatico" ;-).
Ora, se uno lavora tanti anni a gratis per diventare un condizionatore mediatico e poi quando si conta fino a cento non se lo fila nessuno vuol dire che il sistema è marcio... :-)

Secondo me è il fatto che le mie minchiate le scrivo gratis. Prendete invece Bianchini che le sue se le fa pagare profumatamente: lui lo mettono al 43esimo posto. Ma caspita, ve lo scrivo anch'io che Bologna è una utopia, un non luogo: infatti se prendete l'Autosole ad un certo punto vi trovate a Firenze senza neanche accorgervene perché in mezzo appunto non c'è niente....
E temo che Andrea Gavrilovic, già nostro assistant dal 98 al 2000 e quindi a Roseto e a Bologna al seguito di Bianchini (che ha sempre bisogno di qualcuno che lavora al posto suo...) sia in realtà li che vaga sugli Appennini alla ricerca di questa utopica Bologna...

Avellino invece non è una utopia (almeno fino a quando Bianchini non allenerà a Napoli o dintorni e dovrà riciclare le sue polemiche precotte...) ma il campo dove l'Olimpia tenterà di ripartire dopo tre stop consecutivi. Attenzione a una squadra figlia di questi tempi ovvero tutti giocatori stranieri e comunitari, gente capace a turno di esplosioni pericolose.
Attenzione soprattutto se la Pippo rimane la Pippo di Biella, improvvisamente imborghesita e imbolsita: ah, l'irresistibile panettone meneghino, quanti danni riesce a fare... ;-))

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