- 12/29/2002; 11:11:08 PM -
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Nota: aggiunto il commento di Maurizio che era sul campo piemontese...
E io che già pensavo alle ferie da prendere per andare a Forlì a vedere le Final Eight di Coppa Italia :-(...
E invece, dopo una partenza sprint, Milano arriva alle ultime curve in vista del traguardo col fiato corto anzi ormai cortissimo: la matematica non ci chiama ancora fuori dagli eletti forlivesi ma l'ammucchiata delle squadre a quota 16-18 punti ci rende dipendenti dai risultati altrui, dando per scontato (... e oggi è difficile...) due vittorie nella prima settimana dell'anno.
Per debellare il raffreddore seguo la partita online e non vado a Biella, che l'anno scorso fu trasferta beffarda e quest'anno, come mi racconta Maurizio (costretto all'anonimato nella curva biellese... ;-)), sarebbe stata trasferta deludentissima...
Vittoria netta e meritata per Biella che bissa il successo della scorsa settimana con la Fortitudo, l'Olimpia invece bissa soprattutto il pessimo secondo quarto contro Siena ma lo piazza già nei primi 10'. Subito 33 a 18 per i rossoblu e la Pippo che è solo Rancik autore di 12 punti.
Partenza con l'handicap dunque e rincorsa difficile soprattutto perché l'Olimpia ha un reparto esterni in grave affanno per tutto il match con Hugo che rimane ai minimi termini e Naumoski (7 palle perse per uno e 6 per l'altro...) che si sveglia solo nell'ultimo quarto: palle perse in quantità desueta per la Pippo (16 a metà tempo, 27 alla fine) mentre la Lauretana fa girare la palla come un orologio e ha Thomas all'altezza della sua fama.
A evitare il naufragio per 30 minuti sono soprattutto Warren e Martin ma Milano non ha mai lo scatto di reni per tornare in partita: vinciamo il terzo quarto passando da 49 a 36 a 62 a 56 grazie a 8 punti di Kidd e ai 5 di Niccolai, ci dicono bene i rimbalzi (23 a 17) e i falli commessi (23 per Biella, 16 per noi).
L'abbrivio ci porta fino al - 2 quando Naumoski sembra svegliarsi dalle difficoltà causategli dalla marcatura di Di Bella con la tripla del 64 a 62. Ma è un fuoco di paglia: Biella non si disunisce e piazza una chiusura 19 a 4 che significa la nostra peggiore sconfitta dell'anno.
Cerco di essere contento per il Miche ma è consolazione minore.
Il commento di Maurizio in trasferta a Biella:
Sotto l’albero di Natale, Caja non ritrova il bandolo della matassa per far uscire la Pippo da un periodo di involuzione tecnico-tattica che comincia a destare qualche preoccupazione: dalla sosta di campionato dopo la 10a giornata, per la formazione milanese 1 sola vittoria e ben 4 sconfitte che mettono in pericolo la partecipazione alle Final-Eight di Coppa Italia che sembravano a portata di mano. Da quanto visto in campo a Biella, le ripetute critiche a Kidd sono un “falso problema” perché è soprattutto la batteria degli esterni a “girare a vuoto” e non garantire quella fluidità di gioco e di punti necessaria per ottenere risultati.
Prima della palla a due iniziale, l’ex Niccolai viene premiato con una targa-ricordo dalla società biellese ed un lungo applauso sottolinea il ringraziamento per le prestazioni dello scorso campionato.
Poi si comincia in un’atmosfera che si conferma “subito calda”: è inspiegabile l’approccio alla gara del quintetto milanese (Naumoski-Coldebella-Sconochini-Rancik-Kidd ) che subisce fin dalle battute iniziali l’aggressività dei padroni di casa (Di Bella-Belcher-Thomas-Michelori-Sales) che trovano soprattutto in Di Bella un arcigno ed asfissiante difensore che annebbia le idee a Naumoski; in soli 4 minuti di gioco Milano perde in modo sciagurato 5 palloni, compie 5 falli e si fa doppiare sul 12-6 costringendo Caja a chiamare il primo time-out; l’inerzia della gara è in mano ai piemontesi, Naumoski spara a salve le due prime 3ple, Sconochini è inconcludente, il solo Rancik va a referto con continuità, ma viene punito in modo eccessivo e discutibile da Caja che lo richiama in panchina per un paio di amnesie difensive sostituendolo con uno spaesato Vanuzzo. Coldebella deve prendere qualche iniziativa in attacco, subisce qualche fallo, ma spreca un po’ dalla lunetta (4/7) e Biella conclude il primo quarto in vantaggio 33-18 (per Milano sono a referto i soli Rancik 12, Coldebella 4 e Kidd 2).
Nel secondo quarto Caja sostituisce la deludente coppia Naumoski-Sconochini con Simpkins-Niccolai, ma nulla cambia perché Biella è sempre aggressiva e Milano non trova fluidità in attacco; al rientro in campo Naumoski illude con una 3ple al 14’ (35-25 per Biella), ma è solo un fuoco di paglia perché Thomas è una continua spina nel fianco malgrado una buona difesa di Coldebella e Michelori lotta con la solita grinta sotto le plance. Si va dunque all’intervallo di metà gara con Biella in vantaggio 49-36 e Sconochini che segna i suoi primi punti (2+1 tl) al 18’39”.
Alla ripresa del gioco (Biella: Di Bella-Belcher-Thomas-Michelori-Sales; Milano: Coldebella-Simpkins-Sconochini-Rancik-Kidd) due canestri di Rancik e Kidd riportano sotto Milano (49-40), Biella pasticcia in attacco e Simpkins spreca due possibilità per riaprire la partita facendosi stoppare una 3ple da Belcher, compiendo fallo sul ribaltamento (dove Di Bella punisce con 2 tl) e sbagliando ancora una 3ple. E’ ancora un sorprendente Di Bella, con una 3ple ad allungare per Biella (56-40 al 23’), Caja sostituisce lo spento Sconochini con Naumoski, ma Simpkins perde palla in attacco contro Di Bella che va a prendersi il fallo in entrata e con 1 solo tl a segno porta Biella al massimo vantaggio sul 57-40 al 24’. Sull’orlo del baratro, Milano trova la forza per una lenta risalita grazie a qualche iniziativa di Naumoski ed una 3ple di Niccolai; Biella comincia a caricarsi di falli e viene tenuta a galla dal solo Thomas a cui risponde Kidd (2+1 tl). Al 29’ Michelori è costretto ad uscire perché gravato di 4 falli, Kidd segna 1 solo tiro dalla lunetta (62-54), Rancik recupera il rimbalzo ma spreca da sotto; nell’azione seguente viene fischiato, molto contestato dal pubblico, anche il 4° fallo a Ribeiro e Kidd colpisce ancora da sotto e riavvicina Milano (62-56).
L’inizio dell’ultimo quarto è elettrizzante: nei primi due minuti molta confusione con Biella che spreca palloni su palloni e Milano che non riesce a trovare il canestro; rientra in campo Sconochini che prende fallo in entrata ma imbuca 1 solo libero (64-57), poi una schiacciata di Kidd ed una 3ple di Naumoski al 34’ sembrano riaprire la partita (64-62 per Biella). Ramagli è costretto a chiamare un time-out e sul più bello Milano si blocca, perde due palle in attacco, Biella trova 4 punti dalla lunetta con capitan Soragna ed un gran canestro in sospensione a centro d’area dell’ispiratissimo Thomas che le permettono un allungo (70-62). L’ultimo sussulto milanese è una 3ple di Naumoski (70-65 al 36’30”), poi è nebbia totale con molte discutibili scelte in attacco ed uno stillicidio di falli sulle entrate di Michelori e compagni: ai piemontesi non trema la mano dalla lunetta ed il divario si fa via via sempre più consistente fino ad un eccessivo 83-66 finale.
Alla sirena finale è un tripudio sotto la curva biellese per i padroni di casa che vincono meritatamente una gara che hanno sicuramente affrontato con la giusta concentrazione e determinazione: un plauso alla sorpresa Di Bella, a Thomas e alla nota grinta di Michelori.
Per Milano un mesto rientro negli spogliatoi e molti argomenti sui quali riflettere per trovare al più presto delle soluzioni: Rancik, Kidd ed un sempre encomiabile Coldebella in difesa sono gli unici a salvarsi perché sul resto è meglio stendere un velo pietoso.
La questione Garnett: Non abbiamo sbagliato titolo. Si è parlato tanto della nostra debolezza sotto canestro, debolezza che però tolto il periodo di appannamento di Kidd oggi appare relativa o quantomeno non decisiva: a Biella Warren e Rancik sono stati i migliori offensivamente e hanno garantito ancora una volta la supremazia ai rimbalzi.
Sembrava invece che il nostro backcourt fosse di qualità superiore tale da aspirare realmente ai posti più alti però...
Però a oggi la sostituzione di Garnett con Niccolai e Naumoski non sembra essere stata del tutto azzeccata. Innanzitutto Niccolai: da una parte Caja sembra non essere convinto di lui soprattutto dalla conferma in poi. Minuti risicati e contati, nessuna scommessa in una esplosione in uno dei suoi svariati derby personali presentatisi (con Roma, Siena, Biella...), un utilizzo spizzicato per un giocatore che forse avrebbe bisogno di ritrovare ritmo.
Dall'altra, Nick pure nel poco concessogli non ha mai smentito lo scetticismo del suo coach sembrando ancora in difficoltà: mai una improvvisa esplosione offensiva, mai la sicurezza chirurgica sugli scarichi nemmeno nei 20 minuti odierni con Biella.
Poi Naumoski: giocatore di classe cristallina, autore di partite e prestazioni importanti e decisive ma che ha anche palesato alcuni limiti, peraltro noti. Spesso innamorato del pallone soprattutto quando non riesce efficacemente il pick'n'roll, sembra un po' soffrire quando viene attaccato sul piano fisico in attacco come in difesa. E proprio la condizione fisica mi sembra ci stia fregando ultimamente.
Dopo Siena dicevo come ci fossero squadre con più talento di Milano e con talento intendevo sia quello tecnico che quello atletico. L'Olimpia ha tanto talento tecnico ma sicuramente non è la squadra più atletica del campionato: l'unico vero atleta di classe superiore è Martin Rancik, poi Kidd e Hugo rimagono atleti di vaglia ma hanno passato il loro picco più splendente.
Il resto della squadra per l'età o per costituzione non è ai vertici dell'atletismo: Garnett al di là dell'infortunio che l'ha escluso da subito, avrebbe perlomeno abbassato la media dell'età che invece i suoi sostituti hanno alzato ulteriormente.
Detto ciò, mi dico dispiaciuto ma non (ancora) deluso: la squadra nonostante tutto mi ha sempre divertito, la vedo sempre animata da un bello spirito e comunque il bilancio vittorie e sconfitte rimane positivo. C'è però da lavorare per ritrovare una dimensione più completa recuperando soprattutto una panchina da cui oggi non arriva praticamente nulla: e se non è possibile centellinare o almeno gestire più al risparmio i Naumoski, i Coldebella ma anche gli Sconochini e tutti i lunghi la coperta potrebbe diventare ancora corta...
Per chiudere, guardiamo in casa d'altri. Tralasciamo i cuginastri canturini che non ci consolano e anzi, battendo la Benetton in casa, si confermano l'unica vera sfidante se non per il titolo di sicuro per la finale. A sapere certi retroscena non ci si crederebbe ma forse il segreto sta proprio li...
Mi perdoneranno quindi gli amici virtussini (ciao Paolo :-)) se guardo a loro per tirarmi su. Come una maledizione biblica anche su di loro è calato il ritorno del Vate(r), al secolo Valerio Bianchini chiamato (con contratto biennale!!!) a sostituire Tanjevic alla guida dei bianconeri.
L'uomo che già ai tempi della Fortitudo dichiarò che l'unica emozione che riceveva ancora dal basket era passare a ritirare lo stipendio continua a trovare dei fessi (Olimpia compresa ma siamo in numerosa e crescente compagnia...) che lo pagano fondamentalmente per dire il tutto e il contrario di tutto a seconda dell'occasione (allenare? Ma non scherziamo...).
Mi stupisce che il Vate(r) con la sua faccia di tolla non abbia mai ancora pensato di buttarsi in politica e mi stupisce ancora di più il tafazzismo di Madrigali a cui vincere tutto il primo anno deve aver dato alla testa: pur spendendo valanghe di denaro il patron bianconero non ne azzecca una nemmeno per sbaglio e il Vate(r) rischia davvero di essere il bacio della morte...
D'altronde noi quando cacciammo Marcelletti rompendo una tradizione pluridecennale di non esoneri entrammo in una spirale di sfiga non indifferente. Non credo che cacciare Messina per motivi ancora oscuri e inspiegati possa chiamare meno anni di vacche magre...
Non so voi ma adesso come adesso non penso proprio che si stesse meglio quando si stava peggio ;-)
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