- 10/8/05; 0:50:23 -
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Per seguire l'Olimpia di quest'anno è meglio amare la tensione e la lotta corpo a corpo. Chi sperava di vedere un match in souplesse perché affrontavamo l'ultima in classifica sarà rimasto deluso, chi ama le emozioni forti può andare via contento anche oggi.
Merito anche di Udine che riesce ad essere spigolosa sempre e a piazzare un parziale pesante ad inizio terzo quarto. Parziale che l'Olimpia stoppa prima in difesa e poi, più faticosamente, in attacco.
La Snaidero giustifica il suo ultimo posto in un complesso di buoni giocatori dove sembra però mancare una leadership guida. Non ce l'ha Mulaomerovic, non ce l'ha Mian (che pure mi è sembrato il migliore dei suoi), non ce l'hanno suoi americani, efficaci a sprazzi ma non consistenti su tutto l'arco del match.
E poi dicono che i politici non cambiano le cose...: l'onorevole Petar Naumoski le cambia eccome. Il suo arrivo cambia o meglio aggiusta molte situazioni in casa Olimpia: non so se avevate notato come nelle prime giornate l'Olimpia non si azzardasse praticamente mai nel pressing a tutto campo che pure è un marchio di fabbrica di Caja.
Con l'arrivo di Naumoski la profondità degli esterni consente di nuovo di rallentare spesso e volentieri la manovra degli arancioni facendo salire molto la marcatura.
Inutile dire poi come Naumoski nel primo tempo confermi tutta la sua eccellenza balistica. Lo si vede relativamente nel secondo tempo dove gioca più da uomo d'ordine che da terminale, non forzando quei pick'n'roll sulla linea da tre che pure sono una sua firma.
Decisivo comunque il suo apporto (minutaggio importante considerando lo stato di forma) in una giornata opaca per Coldebella (che pure è collante prezioso nel stringere la difesa per la rimonta) e di Niccolai.
Positiva invece la somma delle prove di Kidd, Rancik e Vanuzzo: bravi soprattutto Manuel e Martin a supportare da unici lunghi la scelta di Caja di giocarsi i minuti centrali del secondo tempo con un quintetto veloce e che potesse aggredire molto sulle linee di passaggio.
Piacciono anche offensivamente, l'italiano nel primo tempo e Air Slovacchia nel break decisivo suggellato da due schiacciate (una merito di grande assist di Warren) e un 2+1 di grande volontà.
Mio MVP: Sono d'accordo e con il tabellino e con la valutazione e scelgo anche io Duane Simpkins. Che può far certo storcere il naso in molte scelte ma che è anche l'unica luce offensiva che rintuzza Udine nel terzo quarto.
Cinque liberi consecutivi guadagnati e realizzati, una bomba da metà campo per scalare da -5 a -2 al 30', un altro missile nel break decisivo.
L'azione: le emozioni che regala Hugo pur in un giorno in cui ha problemi di passi e falli sono impagabili.
Da cineteca la penetrazione lungolinea dalla sinistra del canestro conclusa volando tra due avversari in sottomano rovesciato: terzo quarto e l'Olimpia torna a -1.
Visti in tribuna: ancora un discreto colpo d'occhio al Lido che ridiventa un sol uomo quando il +9 Snaidero impone ancora una volta di non mollare mai.
Prima del match consegnato il primo Premio Olimpia a Cesare Rubini, l'invitto condottiero del leggendario Simmenthal.
Un manipolo da Udine che con splendida autoironia saluta la propria trasferta sfortunata con il coro "Non vinciamo mai".
Per finire:La nostra risposta ai "giornalisti" provinciali...
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