- 3/15/2002; 12:34:39 PM -
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Nota importante: ha parlato Tacchini e ha detto cose molto significative sul nostro futuro.
Cose che purtroppo voi avete già letto, su questo sito, il 30 agosto 2001...
Nel week end sarò a Bologna, ne riparleremo lunedì...
Prosopopea. Da vocabolario: atteggiamento improntato ad una presuntuosa e talvoltà ridicola gravità.
Un esempio? Un allenatore che dopo una partita vinta con una squadra indubbiamente forte ma che vive probabilmente una crisi di forma rilascia una intervista al maggior quotidiano nazionale in cui dichiara che sbatterà la conquista dei playoff in faccia a chi lo contesta (naturalmente solo una minoranza rumorosa...), che indulgerebbe volentieri nel fare il gesto dell'ombrello ad ogni vittoria, che la condotta societaria sul mercato è stata limpida e impeccabile, che i tifosi della squadra che allena dovrebbero venire alle partite con meno prosopopea.
Tutto questo dimenticando: che il suo record era comunque 9-17; che la classifica diceva che c'erano meno punti e meno squadre tra lui e la retrocessione piuttosto che tra lui e i playoff; che il calendario era comunque ostico; che quella sera avrebbe giocato in trasferta un match decisivo per allontanarsi dalla zona pericolosa senza il centro titolare e senza una guardia in doppia cifra media tra l'altro fuori per almeno due mesi; che volare basso e parlare al momento giusto, solo quando i fatti sono inoppugnabili e ti danno veramente ragione è sempre la cosa migliore.
Avrete capito tutti che l'allenatore in questione è Pippo Faina, il quotidiano è il Corriere della Sera (solo però nell'edizione distribuita con il servizio porta a porta) e la situazione è quella dell'Olimpia Milano. Olimpia che, a Reggio Calabria, senza Rusconi e Rimac, ha perso nettamente con la Viola salvando giusto la differenza canestri. Per fortuna, Treviso, in evidente crisi, riesce ai supplementari ad aver ragione di Imola (senza Respert) che rimane ultima a 4 punti da noi.
Cosa dichiara il signor Faina dopo questa sconfitta? "Abbiamo pagato un atteggiamento presuntuoso". Che naturalmente sarà nato da noi tifosi e non da un allenatore che dopo martedì pensava già di meritare un posto nella Hall of Fame di fianco a Rubini...
Una sola cosa ha detto giusta Faina: che a Milano servirebbe un allenatore diverso, alla D'Antoni. Non uno che, privo di quasiasi titolo per farlo, insulta ad ogni pié sospinto l'intelligenza e la passione di quei pochi che non hanno ancora ceduto allo sconforto. Non uno preoccupato solo di fare polemica con chi lo critica, arrampicandosi sui vetri per giustificare i risultati di una squadra ancora irrisolta e ondivaga a un mese dalla fine del campionato.
Una sola altra nota positiva: comunque l'anno prossimo Faina non sarà l'allenatore di Milano. Non lo sarà nemmeno Messina, che in una pantomima un po' assurda, è stato richiamato da Madrigali alla guida della Virtus.
Chi sarà, sarà: speriamo che almeno trovi una squadra ancora in A1...
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