PalaBrera Dossier - Il palasport esiste già...
- 2/14/2002; 12:08:26 PM -
Ritorna un tema già trattato da Io e l'Olimpia, invitabilmente visto che è un problema che ci assilla da ormai 15 anni: il nuovo PalaSport.
Ho rimesso online le considerazioni fatte nella stagione 1999 - 2000 quando fu annunciato il progetto PalaBrera:
Vi invito a rileggerli perché anch'io rivedendoli mi sono tristemente reso di come si continuino a dire le stesse cose senza giungere a nulla di concreto.
Oggi ennesima puntata con l'assessore Brandirali (leggetevi anche l'intervista su Pianeta Olimpia di qualche mese fa) che su La Repubblica ripropone la soluzione Forum + metrò.
Mi piace notare ancora una volta come viene confermato che le smanie ecologiste della signora Moratti nel 1999 erano solo per mascherare gli interessi commerciali della squadra di calcio del marito...:
L'assessore annuncia una convenzione con i Cabassi e il prolungamento del metrò
Il Palasport resta un sogno Brandirali: "Teniamoci Assago"
Dopo tante promesse sparse in sedici anni, dall'abbondante nevicata che nel 1985 ne fece crollare il tetto, sulla questione del Palazzetto dello Sport Aldo Brandirali ha scelto la nettezza di toni per quello che nessuno aveva il coraggio di dire: «Siamo realisti: Milano il Palasport ce l'ha già, e si chiama Filaforum». Anche perché, è apparso chiaro dall'incontro che l'assessore allo Sport ha avuto con calcio, pallavolo, basket, hockey, Coni e federazioni varie, il mondo sportivo milanese è abbastanza compatto nel non volere il ritorno del Palasport. Soprattutto le due squadre di calcio, per ovvi motivi di concorrenza, visto che la struttura è a 50 metri da San Siro. Assago, quindi: «In un paio di mesi arriveremo a una convenzione coi Cabassi, e lo ribattezzeremo FilaforumCittà di Milano. In cambio dell'impegno a fornirci la struttura a prezzi ridotti se non azzerati, prolungheremo la metropolitana verde che ora ha il capolinea a Romolo, e garantiremo la vigilanza urbana».
Ma se per ora le cose resteranno così, a lungo termine l'idea di costruire un impianto nuovo in città c'è. Perché ce n'è anche il bisogno: «Assago tiene 15mila spettatori, con basket e pallavolo parrebbe sempre vuoto. Il Palalido ha il problema contrario, ne tiene 3500, non regge se l'evento è importante, e poi deve servire per le partite di Adecco e Asystel, i loro allenamenti e altre iniziative non sportive. Serve qualcosa di intermedio, con una capienza sulle 7mila persone. E serve una piscina olimpica. Perché non fare tutto assieme?». Ecco quindi l'idea: un palazzetto che sia entrambe le cose, riciclando e riadattando i due progetti partoriti negli anni, il progetto Rossi del Palasport e il progetto Zoppini della piscina. Una struttura (che non costerà poco comunque, «minimo cento milioni di euro») in una zona agli antipodi di San Siro, per non dar uggia a Milan e Inter: «Rogoredo o Ponte Lambro, vedremo quando faremo partire le gare d'appalto».
Le due società calcistiche dovranno però impegnarsi, per tener lontano il concorrente, a usare la metà del canone di affitto del Meazza vincolata a investimenti sullo stadio (poco meno di 3,5 milioni di euro) per strutture di servizio di alto livello, che consentano di vivere questo tempio del calcio anche al di fuori della partita, «anche strutture commerciali, naturalmente».
Ultima novità dell'incontro, l'attenzione alle palestre, uno dei veri punti dolenti della carenza di impianti sportivi in città. Anzitutto la palestra del Palalido: ce n'è solo una e ha il soffitto troppo basso (12 metri contro i 15 richiesti) perché la pallavolo ci possa giocare. «Abbiamo avuto forti tensioni con l'Asystel, per questo. Ma ora ne costruiremo un'altra tutta per loro, sempre al Lido». E poi le palestre scolastiche. In città sono 150, 30 della Provincia (quelle delle scuole superiori), 120 del Comune (elementari e medie), ma dipendono dal Provveditorato agli Studi, e questo crea problemi burocratici al loro utilizzo, e costi per i bidelli e le pulizie. «Vogliamo un accordo quadro tra di noi - dice Brandirali - sul modello di quello che permette di usare le aule per motivi non scolastici». È sullo sport di base che l'assessore intende ora concentrare l'attenzione. Anche qui il lavoro non gli mancherà. Il tempo sì: a breve entrerà in Parlamento. Ma l'intenzione è lasciare impostato il più possibile il lavoro per il suo successore.
(luigi bolognini)
Anche sul Corriere della Sera, più in breve, viene riportata la notizia:
L’assessore rivede la linea della giunta: occorrono strutture intermedie di alta qualità
«Il Palasport non si farà più»
Brandirali: un impianto di quel tipo è inutile, meglio costruire una piscina olimpionica
Quattro anni fa, l’ex assessore allo Sport, Sergio Scalpelli, aveva spiegato: «Milano ha bisogno di questo impianto, per lo sport ma anche per la cultura e i grandi eventi». Oggi il suo successore in Comune, Aldo Brandirali, chiude la partita: «Quel Palasport non si farà più. Così come era stato pensato non serve a Milano e allo sport». Con Brandirali sono schierati praticamente tutti i vertici organizzatori dello sport milanese, ieri riuniti a Palazzo Marino per affrontare questa e altre situazioni spinose. Ecco l’assessore Brandirali: «Ci siamo trovati tutti d’accordo nel sostenere che un Palasport identico a quello che è stato progettato e sostenuto fin qui, esiste già. E’ il Filaforum. Invece, il basket, il volley, l’hockey e altri sport hanno bisogno di impianti intermedi di alta qualità. Inoltre, Milano ha una necessità primaria, non ci sono dubbi: la piscina olimpionica».
E quindi? «Quindi pensiamo a un nuovo villaggio dello sport, lontano dal quartiere di San Siro che è già congestionato, con una struttura non certo da 12 mila posti e con una piscina come si deve». L’assessore all’Urbanistica Gianni Verga è già stato incaricato ufficialmente dalla giunta di cercare aree adatte allo scopo. Difficile, però, prevedere i tempi.
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