Per un'Olimpia migliore

Io e l'Olimpia

Adecco vs. DeVizia Avellino 88 - 77

- 12/28/2001; 1:19:23 AM -

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Lontano dagli occhi vicino al cuore: forse non hanno fatto in tempo a farti togliere dalla copertina dello yearbook così come ti hanno tolto dai dieci. Di sicuro non ti toglieranno dai nostri cuori: c'è solo un Capitano, rivogliamo il Lupo!

Sul Lupo

Statistiche

Milano vince la terza partita consecutiva e raddoppia in una settimana i suoi punti. Sono fatti indubbi. Così come sono fatti indubbi che abbia battuto Roseto, squadra al secondo anno di serie A1 che non vince in trasferta da oltre un anno; Livorno, neopromossa dal budget stretto che fa di necessità virtù schierando 4 ventenni italiani nei 10; Avellino squadra al secondo anno di A1. Un fatto anche nessuna di questa squadre nel momento in cui ci affrontavamo avevano più del 50% di vittorie.
I fatti, tutti, quelli positivi e quelli negativi servono per darci sempre una visione chiara del contesto.

Partita perfettamente bifronte: Milano segna 55 punti nel primo tempo e ne subisce 50 nel secondo, era a più 28 al 20' e si trova nell'ultimo quarto con Avellino che, sospinta da un Grant che ben sa come piazzare il suo corpaccione in area arriva fino a - 4.
I signori in grigio (Tullio e Sardella) ci mettono del loro (Casey Shaw 4 e 5 fallo tecnico perlomeno opinabili) ma il modo in cui Milano perde l'inerzia della partita è disarmante: se dobbiamo manovrare, giocare con il cronometro, far lavorare la difesa, la nostra manovra è farraginosa, lenta con una incapacità cronica di servire i lunghi.
Per Rusconi 4 tiri in 30 minuti, nessun fallo subito: contando che due sono tap-in sbagliati in una stessa azione, uno è una correzione volante, vuol dire che ha avuto un solo pallone giocabile. Meno male che sul piatto mette anche 14 rimbalzi e 4 assist.

Eppure avevamo mostrato anche un volto bello nel primo tempo con almeno 4 contropiede squisiti scaturiti da una buona difesa: due volte Lou vola da solo, due volte duettano Bergersen per Miche. Bergersen ci fa vedere anche un coast to coast per due punti più fallo, gemma di 18 minuti di sostanza.
Tutti gli uomini schierati vanno a referto: manca all'appello solo Sankes che non viene messo in campo nemmeno quando dall'altra parte entra in campo Di Marcantonio (nomen omen...). E allora ci si chiede che senso ha metterlo nei dieci...

Quanto è forte Lou Bullock? Fosse solo un filo meno forte molto probabilmente F...a non sarebbe più l'allenatore di Milano. Invece quando si arriva nel panico più totale all'ultimo quarto basta dare la palla a Lou che tira fuori dal cilindro quelle magie che ti svoltano la serata: tipo una sospensione dalla media più fallo. O una penetrazione bruciante dalla sinistra.
Certo suona perlomeno strano che in 3 partite Lou faccia 76 punti e la miseria di 2 assist totali ma d'altronde lo schema di F...a si chiama uno contro cinque mica per niente: fosse due contro cinque contemplerebbe anche l'assist...

Comunque nell'ultimo quarto meno male che F...a a un certo punto si è trovato costretto a mettere dentro anche il Miche che trova due punti d'oro di pura volontà. Andrea entra per il 5 fallo di Rancik (sotto tono, l'ombra del giocatore delle prime giornate...) ma lo si voleva in campo al posto di Bergersen che purtroppo sotto tensione si scioglie come neve al sole. Per Roberto due palle perse pesantissime e una difesa assai rivedibile nel momento topico, solo parzialmente riscattate da un due su due ai liberi.

Mio MVP: voglio premiare Marco Mordente perché per la prima volta nell'anno il suo apporto è stato sostanziale e appariscente. Nove punti con 3/4 da 3: sul 76 a 70 per Milano, palla ad Avellino, recupera un pallone in difesa, in palleggio fino alla linea dei 3 punti, arresto e tiro di grande coraggio e personalità.
Presente finalmente anche Rimac con 20 punti e la schiacciata che suggella il finale.

L'azione: un arbitro scivola e scivolando capita sulla traiettoria di un Horton lanciato in palleggio in contropiede. Si teme il peggio, un frontale con conseguenze tragiche ma Kantrail, agile come un TurboDaily telonato sulla Milano-Venezia, evita il malcapitato e arruvugliandosi tra due in maglia verde trova anche un fallo.
Tutto è bene quel che finisce bene...

Su Avellino: una fiammata iniziale, fino al 10 pari, e poi caduta libera tradita da McGhee - che inizialmente viene molto cercato ma risponde con uno 0 su 6 - e dall'ex milanese Sidney Johnson che sarà solo ordinato ma senza dare nulla di più.
Vende invece carissima la pelle quando il trio Grant, Hafnar, Robinson aggredisce i tremori milanesi negli ultimi 20 minuti: sul finire le manca l'anti Bullock anche se ha la palla per il pareggio su una farfallata di Bergersen...

Visti in tribuna: il pubblico è quasi a quota Euro, ovvero 1900 e rotti. Complimenti agli affezionati tifosi irpini che non si lasciano scoraggiare dal primo tempo dei loro beniamini.
Della contestazione rimane in curva solo lo striscione per il Lupo, ci sono applausi e cori di incoraggiamento.
Ma il signor F...a farà sapere in sala stampa che pretende di più, appoggio acritico e incondizionato sempre e comunque, dal pubblico e dalla stampa: mah! Senza vergogna no limits...

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