- 10/21/2001; 10:46:43 PM -
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Niente tonico, niente vittoria: l'Olimpia si suicida o semplicemente è se stessa. Una squadra che ad oggi vince solo quando l'avversario le da una mano e la perdona dei suoi errori quel tanto che basta a farla stare avanti fino alla fine. Saibene, Faina non fa poi molta differenza: si vince con Verona che sbaglia i contropiede uno contro zero, si vince contro Roma che tira con il 16% da tre.
Si perde con tutte le altre, con Trieste che coglie la prima vittoria in 19 visite a Milano.
Della partita di oggi rimarrà in mente il parziale subito negli ultimi 3 minuti scarsi, 5 bombe consecutive di cui 4 per mano di un Herb Jones, evanescente fino ad allora, in faccia ad un Bergersen che fino a li era stato positivo, guadagnandosi i primi applausi casalinghi.
Ma la sconfitta matura prima quando un Adecco sempre avanti anche di 12 punti non uccide il match e vanifica con errori banali qullo che si guadagna con tanto sudore e fatica.
Emblematico il minuto finale del terzo quarto: Milano difende alla morte e recupera un primo pallone perduto immediatamente per un passaggio poco lucido di Lupo. Palla a Trieste, ancora un recupero per Milano e questa volta è Michelori che affretta l'apertura.
E Trieste può trovare Ruzic allo scadere per tornare a meno 7
E altri errori intorno: Horton che fa infrazione di 8 secondi senza essere nemmeno marcato, Mordente che va a fare giochi a due troppo leziosi con Rusconi, Rimac che per due volte va a tirare da tre dopo 8 secondi senza copertura a rimbalzo e mentre Milano ha ancora un minimo di vantaggio da difendere lavorando anche di cronometro...
Eppure stavamo giocando bene, finalmente pericolosi da tre, con Rusconi che se pure litigava con il ferro portava giù caterve di rimbalzi, con Bergersen sull'orlo di un potenziale MVP e non della solita crisi di nervi, con un Lupo ficcante e coraggioso, con Miche che la metteva dalla distanza...
E' la cosa che lascia perplessi: tutti ci hanno messo il cuore, tutti hanno portato un contributo al di là degli episodi, non si può solo puntare il dito su uno o sull'altro e pensare di avere trovato il colpevole e quindi la soluzione: l'Adecco di oggi non è sembrata tanto una squadra a cui mancano uno o più giocatori (anche se Sankes non è presentabile...) quanto una squadra indietro di preparazione, che nelle difficoltà non si conosce, non sa come comportarsi, non ha ancora memoria di se costruita in allenamento, nelle amichevoli, nella ripetizione di quello che deve essere lo spartito comune.
E i colpevoli allora stanno dietro una scrivania dalla quale non ci hanno ancora spiegato perché da una estate che doveva essere la prima tranquilla è uscita comunque una squadra assemblata in ritardo, con tante scommesse contemporanee, senza unità di intenti e fiducia sulla conduzione tecnica.
Forse non conta neanche più dire perché abbiamo preso Tizio e non Caio, conta dire perché noi che dobbiamo lavorare 1000 volte più degli altri per tornare grandi abbiamo avuto la presunzione di partire per ultimi. E spero che non si provi a dare la colpa adesso a Caputo, al Comune, a Gabetti, alla nevicata del 1985, al Milan, all'Inter, etc; etc.
Perché sono stanco, davvero stanco e Luigi, il tonico di chi ama l'Olimpia forse entrerà nei 10 a Treviso ma forse anche no, forse solo contro Cantù
L'interrogativo: Non ho colto l'espressione di Cappellari quando nel secondo quarto Rusconi è scivolato ed è rimasto a terra tenendosi la coscia: sul PalaVobis è sceso un silenzio glaciale, il terrore al pensiero di Sankes titolare obbligato per il resto della partita o nelle prossime partite. Ma forse Lou Bullock ha anche il dono della bilocazione e quando rientrerà giocherà anche da pivot di riserva...
L'arbitro: non mi era mai capitato in tanti anni di vedere una partita arbitrata da un solo arbitro, Ursi, lasciato solo dal collega Colucci infortunatosi dopo tre minuti del primo quarto.
Ha arbitrato bene? Dico di si nonostante qualche decisione abbia lasciato perplessi: se scusiamo i giocatori che sbagliano nel finale perché affaticati da troppi minuti senza cambi lo facciamo anche per gli arbitri...
L'azione: splendida all'inizio del terzo quarto, penetrazione di Mordente sulla destra e passaggio no look per il rimorchio di Rusconi che andava a schiacciare a una mano. E Rusca tornando baciava Marco in testa.
Visti in tribuna: gli striscioni a favore di Guido Saibene sollevavano l'applauso dell'ormai solitamente scarso pubblico. Non basta una vittoria per riempire gli spalti se non si vede più stile, se non si vede progetto...
I tifosi triestini possono inneggiare al match winner Herb Jones.
Visti in tribuna 2: entrando al PalaVobis avreste visto i camion del debuttante circo di Mosca in manovra. L'umidità accumulata venerdì sera con il concerto dei Muse probabilmente è fra le concause di un parquet scivoloso oltre misura. Intorno al tendone c'è un po' di tutto, pezzi di ferro e detriti vari, non oso pensare cosa possa mai succedere in caso di incidenti contando che non c'è nemmeno più regola nella sistemazione dei tifosi avversari.
Chi ce l'ha fatto fare di trasferirci dal Lido? Le regole di una superlega (4000 posti minimi) che tanto non esiste visto che Roseto, Cantù e altre giocano in palazzetti da 3500 posti come 15 anni fa? Dov'è la squadra forte e spettacolare a cui il Lido sarebbe andato stretto?
Avremmo dovuto fare fronte comune con la pallavolo per chiedere al Comune un impianto decente e invece nessuno ci ha ancora spiegato perché Antonio Caserta lo scorso anno salutò cordialmente e rifiutò ogni sinergia con il basket...
Il sondaggio: un anno di gestione Tacchini - Cappellari all'insegna di un progetto di rilancio del basket milanese. Cosa chiede il sondaggio? Beh, se del progetto avete capito i termini e le prospettive...
La rabbia:di Flavio Portaluppi nell'ultimo time out contro qualcuno seduto alle spalle della panchina al punto da essere trattenuto a stento dietro le transenne.
Chi è che dice che i peggio figuri sono solo in curva e non anche nei posti VIP?
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