- 10/5/2001; 6:28:23 PM -
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Guido Saibene il giorno dopo la partita con Udine:
A Milano manca l'esperienza, ma un 30enne esperto come Flavio Portaluppi in
questo avvio di campionato non è stato praticamente utilizzato.
"Flavio è rimasto in panchina per una mia precisa scelta tecnica di cui mi assumo ogni responsabilità. So che è un contro senso tenere fuori uno come lui quando hai bisogno di esperienza, ma ho dato ampio spazio a Flavio nel pre-campionato per vedere se, dopo l'ultima negativa stagione, poteva ritagliarsi un suo ruolo".
Il ciclo milanese di Portaluppi pare duinque al capolinea, tanto più che con il rientro di Bullock per il Lupo (a lungo invocato dai cori degli ultras) non ci sarà spazio nemmeno in panchina: che sia inevitabile una sua cessione?
"Questo dovete chiederlo ai dirigenti" è la lapidaria conclusione di Saibene
L'anno che vogliono venderci come l'alba di nuovi successi assomiglia sempre di più al crepuscolo di una grande società.
Fate mente locale, da quando è iniziata la decadenza di Milano? Pochi mesi dopo l'esonero di Marcelletti, un onta epocale per una società che in 40 anni di storia aveva avuto 4 allenatori e non ne aveva mai cacciato uno, nemmeno il Faina che la portò in A2.
Da li in poi anni in cui tutto pian piano è andato peggiorando, la squadra, il gioco, lo stile della società e inevitabilmente il pubblico perché attorno allo sfacelo è difficile che ci siano comunità sane.
Chi si dimentica delle sue tradizioni, chi calpesta la propria storia viene punito dal fato e noi stiamo scontando le nostre colpe: Caputo & Bryant, Bianchini in panchina, tale Salahuddin nel ruolo che fu di D'Antoni sono state le nostre piaghe bibliche...
Ma sembra che in società non si sia sazi di peccare di hubris, l'arroganza contro il fato e gli dei che dannava gli uomini nella cultura greca antica.
Come uscire da una crisi autoindotta da una campagna acquisti sconclusionata e in ritardo? Calpestando le bandiere, stracciando i simboli, trattando da imbecilli i pochi che ancora vengono per puro amore di questi colori.
Via le due stelle degli scudetti dalla maglia che tenendole magari non c'è abbastanza spazio per il marchio del padrone, via la maglia del tutto, sbattiamola per terra così sfoghiamo l'emotività.
E giù calci nei denti a sto Portaluppi ma prima incolliamolo alla panchina, questa palla al piede che non è una stella della Vattelapesca University, milionesima scelta al millesimo giro dei Minchioni del Missouri.
Basta con questi ragazzini cresciuti con il mito delle Scarpette Rosse, 20 anni a sognare e giocare ogni giorno al PalaLido.
Basta con questi che non mi valorizzano il brand, non mi sono sul target e non mi aprono nuovi mercati
Umiliamolo che tanto è uno che non fa polemiche e non è nemmeno emotivo, che così magari lo convinciamo ad andarsene, magari pure a ritirarsi, e noi raccattiamo 4 soldi per prendere... non Sconochini per carità che piace al pubblico e magari ce la mena ancora con questa storia delle tradizioni Olimpia.
No, prendiamo gente di mondo, oggi qua domani la, domani la soprattutto se valgono qualcosa.... Gente come Horton, che mi può fare un po' di tutto, buttafuori alle sfilate, grinder e zavorra sul catamarano...
Non si ammazzano così anche i capitani? Che tristezza, che vergogna...
Io e l'Olimpia, il diario con il Lupo
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