- 9/21/2001; 9:46:57 AM -
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Oggi farò finta di avere 10 anni, quando sei sempre convinto che la squadra per cui fai il tifo è sempre la più forte e vincerà lo scudetto e i tuoi giocatori sono belli, bravi e simpatici.
A 10 anni non te ne frega niente della società, delle prospettive, delle cifre statistiche, degli infortuni, del Comune, del marketing, delle promesse mancate, del predicare bene e razzolare male, dei catamarani da 100 miliardi e delle guardie da 400 milioni.
Vai e sei contento di ogni canestro, delle bandiere, del rumore delle scarpe sul parquet, di una sciarpa biancorossa...
E allora forza Olimpia, battiamo Verona che è già una bella impresa e storicamente non ci riesce tanto spesso: pian piano sto riportando online l'archivio degli anni passati e se cliccate qui di fianco sulle stagioni passate trovate i commenti delle sfide con i gialloblu degli ultimi 3 anni.
Un altra chicca: la prima cosa che ho scritto su Ioelolimpia, il 16 agosto 1998.
Per chi oggi ha voglia di sentirsi più vecchio posto integralmente senza commento l'intervista a Tacchini di Flavio Vanetti dal Corriere della Sera:
LA SFIDA / Dopo un anno di rodaggio, il presidente-salvatore chiede all’Olimpia e al suo pubblico un salto di qualità
Tacchini prova a riaccendere l’amore tra il basket e Milano
«Dalla squadra voglio l’entrata nei playoff, ai tifosi chiedo di non lasciarci troppo soli»
MILANO - Milano torna a canestro e sotto rete. Olimpia basket e Asystel volley, riapre lo sport alternativo al calcio. Un anno dopo non progettano più polisportive, quella è un’idea purtroppo già tramontata. Ma la scommessa rimane forte su entrambi i fronti: il basket punta a un vero rilancio; il volley, raggiunta una miracolosa finale scudetto, prova a vincere. Prima riparte il basket e la domanda per Sergio Tacchini, dopo mesi di tormentata presidenza, è semplice: se tornasse indietro, acquisterebbe ancora l’Olimpia? «Sì, perché il club moriva. No, perché c’è stato disinteresse verso di noi, in un basket nel quale la logica dei costi in funzione dei ricavi va a pallino». Non leggete nelle parole di Tacchini disamore nei confronti del «giochino» Olimpia, ancora sponsorizzata Adecco. Quello, semmai, è un rischio future , «se la pallacanestro continuerà ad avere proprietari che stanno ai margini del movimento». Ora che Milano-basket si presenta alla piazza, le frasi del presidente devono suonare come punto di partenza, anche se gli abbonati sono appena 300. Dice bene Dan Peterson: «È l’anno I, non l’anno II dell’era Tacchini». Spiegazione: la scorsa stagione è stata di transizione, dopo i disastri della gestione Caputo-Bryant. Ora si fa sul serio. In quali modi? Vari. C’è un accordo con la Regione per coinvolgere le scuole («Ha ragione l’ex c.t. Tanjevic: occorre riscoprire la gioia del basket e fare in modo che i giovani lo riabbraccino»), c’è un accordo con Telenova per trasmettere le partite, ogni lunedì, dalle 23.30. È un messaggio che sconfina oltre Milano. Ancora il presidente: «Piuttosto che accettare l’elemosina Rai, sarebbe il caso che il basket investisse su stesso per produrre comunicazione».
C’è poi una squadra che calza di nuovo le scarpette rosse, che domenica debutta al Palavobis contro Verona e che ricerca un’identità. La avrà non prima di novembre, quando sarà utilizzabile Louis Bullock, stella designata, convalescente dall’operazione a una spalla. Nell’attesa, dovranno darsi da fare i vecchi («Rusconi sia il nostro faro») e i nuovi: da Rancik a Bergersen, a Rimac, a Horton. Com’è questa Olimpia? «Una squadra che giocherà con gli attributi», giura Guido Saibene, l’allenatore. Tacchini spera che sia come il suo catamarano, capace, dopo il varo, di fare bene nella prima regata. «Alla squadra chiedo i playoff; alla città di dirci se ci ama». Diversamente? Addio piani-scudetto («Rimane un obiettivo, in tre anni»), e non solo. «Se restassimo soli, trarremmo delle conclusioni». Liberi di interpretare la frase nel peggiore dei modi.
Flavio Vanetti
Su Pianeta Olimpia l'intervista di Gabe a Guido Saibene dopo l'amichevole con Pavia.
Da Legabasket il resoconto di Maurizio Trezzi de Il Giorno sulla presentazione ufficiale all'Harbour Club.
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