Per un'Olimpia migliore

Io e l'Olimpia

Adecco vs. Telit Trieste 86 - 81

- 10/8/05; 0:50:23 -

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E tre! Il Natale dell'Olimpia è un bel Natale con tre vittorie consecutive, due squadre messe sotto in classifica, Cantù a 2 punti e Reggio Calabria a 6, e la possibilità di staccare anche Varese vincendo il derby del 2 gennaio.
Chiudiamo bene un anno iniziato male con una dura sconfitta a Varese e segnato dal fallimento della gestione americana, raffazzonata se non truffaldina; finiamo con una proprietà nuova con programmi interessanti e con una squadra che ha ritrovato dignità e impegno: un buon viatico per un 2001 di rinnovate soddisfazioni: Buon anno!

Partita intensa e combattuta con il punteggio sempre vicino e bei duelli personali. Gli eroi di Verona, Iuzzolino e Taylor, sono sembrati subito i meno in palla per l'Adecco: per Mike grande fatica nel tenere un Penn che pure non lo sovrasta fisicamente e qualche sbavatura offensiva, per Johnny una dura lezione da Gurovic e la solita alternanza di perle e nefandezze in attacco.

E' stato così possibile scoprire che Milano ha comunque altre carte da giocare: il quintetto con Portaluppi, Larranaga, Michelori e Goodrich come punti fermi è protagonista della rimonta del secondo quarto, con la difesa e una capacità di trovare buoni tiri in attacco inaspettata.
Nel secondo tempo può e deve salire alla ribalta Stefano Rusconi che apre l'area per se e per i compagni, trovando anche il tempo di pizzicarsi con gli arbitri e con Casoli: le palle e i punti decisivi nel finale sono suoi e Iuzzolino può sigillare prima con una entrata acrobatica e poi dalla lunetta dopo l'ultimo sussulto di Gurovic

Il dubbio: I nostri due stranieri sono agli antipodi a partire dal numero di maglia, Taylor con il 20, il più alto, Goodrich il 5, il più basso.
Il primo si conferma di panna montata, può essere bella e buona ma ci passi attraverso con un dito, non ti sazia la fame e magari ti rovina pure la digestione.
Il secondo è tutto sostanza, diligenza ed efficacia senza svolazzi; pane di quello semplice ma che non tradisce, buono a tutte le ore. Posto che il pane va sempre bene ci servirebbe un companatico più sostanzioso e meno effimero: e se però cambiassero in peggio degli equilibri, sottili ma che cominciamo a vedere con costanza?

Mio Mvp: C'erano i suoi bambini in tribuna e quando papà Rusconi li ha portati in campo alla sirena finale avevano ammirato i suoi 24 punti e 12 rimbalzi. Una prova grandiosa: Chiabotti sulla Gazzetta deve cercare il pelo nell'uovo della sua ottima stagione facendo i conti su quanto sta segnando lui e quanto gli avversari diretti. Ma d'altronde Chiabotti fu quello che Rusca "salutò" nei playoff dell'anno scorso dopo aver fatto fare brutta figura a Blair giocando con una gamba sola...
Menzione per il ritorno in doppia cifra del capitano Portaluppi che con il suo mentore Saibene sta riguadagnando fiducia ed efficacia.

L'azione: Ultimo quarto, +3 per Milano, Trieste a caccia del pallone per il pareggio chiude bene su Iuzzolino, Rusconi, Portaluppi e Taylor. Lascia che la palla finisca oltre la linea da tre punti a Goodrich, il meno (?) pericoloso. Ma Steve sa fare cose importanti, dopo il rimbalzo offensivo di Verona insacca anche la bomba della sicurezza per 14 punti con il 100% al tiro a condire una prova maiuscola in difesa.

Su Trieste: Un Gurovic che fa la differenza e la colpa di Penn è quella di non averlo cercato con continuità anche nel finale. Bene Podestà che se riuscisse a costruirsi anche una dimensione più perimetrale diventerebbe un giocatore ancora più interessante.
Il problema vero è che Sauer, Moltedo e Casoli dal campo mettono insieme uno 0 su 11 muovendo il tabellino solo dalla lunetta.

Visti in tribuna: Da Trieste con grande passione una quarantina di tifosi molto attivi, che fanno l' "errore" di svegliare con qualche sfottò di troppo un PalaLido piuttosto dormiente che speriamo di vedere invece pieno per il derby con i cugini varesini.
In tribuna ancora Mike Gizzi (infortunio? Scelta tecnica? C'è di mezzo anche il famoso contratto che non si è mai capito se è stato ridiscusso o meno?), nei dieci Marco Baldi che pur collezionando il secondo N.E. era il più felice all'uscita dal campo.

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