Metropolis: Con gli ingaggi di Ronaldo e Shevchenko che quintetto farebbe Milano?


Superbasket n. 12 Martedì, 21 marzo 2000 - pag. 72  

Riminucci. Voi non ci crederete ma c'è ancora chi sogna l'Angelo Biondo Sandro Riminucci. Naturalmente non è un milanese, è lo speaker della Scavolini Giorgio Giommi che l'ha pure raccontato ai giornali: «Ho sognato Sandro Riminucci, un mio idolo di gioventù. abbiamo chiaccherato a lungo, ricordando Agide Fava, fino ai tempi attuali della squadra. Io non sono un appassionato del Lotto, ma la risveglio ho sentito che dovevo giocare». Ha puntato 10 mila lire ruota di Milano, sul 10, numero della maglia di Riminucci, e sul 64, i suoi anni. Ha perso un deca? Sbagliato! S'è imbertato 2 milioni e ha promesso un invito a cena all'uomo dei 77 punti in una partita. 

Posta. Quattro e-mail per la rubrica di questo numero. La prima, di Lorenzo Scattorin: «Sono cresciuto a pane e telecronache della Tracer - Philips su Telenova (che mito quel «Saluti a tutti da Tullio Lauro!»), anche se seguo l'Olimpia dalla stagione 82/83. Una considerazione: perché in una città che ha due squadre di calcio di livello internazionale non c'é un minimo di considerazione da parte dei dirigenti di queste nei confronti della pallacanestro? Pensa che quintetto da favola si potrebbe varare con i contratti di Ronaldo e Shevchenko!». Grazie per le telecronache come companatico; i dirigenti del calcio, del basket se ne fottono, il problema è che il basket (almeno a Milano) non produce niente. La seconda, anonima: «Non dovevi abbandonarci in balia di telecronisti che rendono la partita, già brutta, una sorta di torneo paesano dove ha sempre ragione la tua squadra, immancabilmente bersagliata dagli arbitri (quando perde). Una piccola annotazione, forse Jura è arrivato a Milano quando la squadra era già Mobilquattro». No comment sulla prima parte, hai ragione su Jura. La terza di Stefano Podda: «Cosa pensi dell'approvazione del progetto del nuovo palasport, atteso da 15 anni e che è un passo importante per riavvicinare fisicamente e geograficamente i milanesi al basket? Che impatto potrà avere? ho idea che neanche Iverson, Bryant, Carter, Duncan e O'Neal messi assieme potrebbero risvegliare la passione meneghina». Dell'impianto prometto di occuparmi presto, in quanto al risveglio mai disperare. Quarta lettera di Andrea Ganzerli: «Mi è molto piaciuto un tuo articolo su Superbasket dedicato ai giornalisti che animavano le cronache sino a qualche tempo fa. vorrei chiederti che fina ha fatto Claudio Pea che era uno dei miei preferiti in assoluto e che non vedo scrivere più da nessuna parte?» Claudio Pea vive e lavora a Venezia, dove si occupa di tutto. Ma non di basket. E ci manca. 

Ironia Web. Matteo Refini è un tifoso milanese dell'Olimpia che ha un suo bel sito internet (http://www.ioelolimpia.com/) sulle Scarpette Rosse e quando ha letto l'ipotesi dell'ultima rubrica su una possibile via lituana proposta e valutata da Caputo, l'ha buttata sul ridere: «Il vero futuro dell'Olimpia che solo io conosco è la pista giapponese. Pista giapponese che porterà innanzitutto il Grande Mazinga, l'unico centro che può rivaleggiare con Shaquille O'Neal, un giocatore con una gamma infinita di soluzioni offensive e difensive. Quindi, scusaci Rusca, ma dovrai farti da parte.» Non abbiamo letto però lo stesso pezzo ironico quando uscì per la prima volta la pista americana per la proprietà della società. Attenzione: la realtà supera - spesso - la fantasia. 

Newsgroup. Altra cosa colta navigando per i newsgroup della rete riguarda la preistoria: lo spareggio Simmenthal - Ignis del 1966. Veljko Mrsic da Varese sosteneva in pratica che la vittoria a tavolino del Simmenthal (per il tesseramento irregolare di Tony Gennari) seguita alla vittoria sul campo dell'Ignis, era da considerarsi una specie di furto perpetrato dai poteri forti milanesi ai danni di Varese «un episodio che la dice lunga sull'onestà meneghina: l'Ignis giocò con il suo straniero Gennari e stravinse partita e scudetto. Pochi giorni dopo la FIP dichiarò irregolare il tesseramento di Gennari (che aveva giocato tutto il campionato) e regalò il titolo all'Olimpia. Quando il furto ha radici antiche!». La risposta arriva da Milano, ancora da Refini: «L'americano di origine italiana Tony Gennari era dall'anno precedente lo straniero di Coppa dell'Ignis: in campionato gli stranieri non erano ancora permessi, lo furono dall'anno successivo appunto 65-66 quando Varese schierò Toby Kimball per tutto il campionato e non Gennari. Simmenthal e Ignis arrivarono a pari punti con Milano che aveva vinto di 6 e 8 entrambi gli scontri diretti. Per il solo spareggio Varese ritenne di poter tesserare da italiano lo stesso Gennari con un'autorizzazione data il giorno precedente alla gara in base a un documento di residenza del sindaco di Sesto San Giovanni. Una inchiesta della FIP trovò documenti che dimostravano che il padre di Gennari aveva rinunciato alla cittadinanza italiana e quindi il tesseramento non era regolare. Varese difese il tesseramento sostenendo di non essere a conoscenza del fatto.» Che bello! Almeno in Internet si riesce ancora a polemizzare tra Milano e Varese. Oggi i tifosi sono persino gemellati. Che tempi! 

 Di Tullio Lauro
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