Olimpia, salvezza via Internet


Il Giorno, mercoledì 30 giugno 1999 - pag . 40 

Basket/ Fitto scambio di e-mail con gli Usa, aperta una trattativa con la benedizione di Peterson

Olimpia, salvezza via Internet 
E i tifosi aprono un dibattito «on line» 

di Maurizio Trezzi 

 Alla prima occhiata, da lontano, sembrava la solita maledetta multa per divieto di sosta. Infilato sotto il tergiscristallo dell'auto, lo svolazzante foglietto bianco aveva già innescato ire e imprecazioni. Due passi più vicino il rassicurante sospiro di sollievo: la solita pubblicità. Poi prima di partire, uno sguardo. Scudetto stilizzato, una lista di nomi, una frase in grassetto, font: Tahoma 24. «Salvate l'Olimpia Milano, la società più gloriosa del basket italiano non può sparire». Stupore. Vuoi vedere che Tony Cappellari, non sapendo più che santi pigliare per trovare un acquirente, si è inventato un catena di Sant'Antonio? Tutto sbagliato. In fondo a foglietto, l'indirizzo di un sito Internet. Sulla Rete si possono acquistare dalle canne da pesca alla limousine. Vuoi che non si possa comprare anche una società di basket? Due salti con il browser e il sito «Io e l'Olimpia, diario della stagione 98/99» apre le sue porte. Ed ecco la vera sorpresa. Finalmente qualcuno che parla chiaro. Un forum sull'Olimpia con pezzi scritti bene. 

Tante le domande cui Matteo Refini, supertifoso con derivazione online, non sa dare risposta. La più ovvia riguarda Nicoletta Mettel, i suoi petrolfranchi svizzeri, i contatti sprofondati nel nulla e la fuga in Fortitudo. e poi Bogarelli, Media Partners, le cordate nemmeno buone per scalare la montagnetta di San Siro. E - a seguire - la società, i giocatori, Bepi Stefanel sempre più lontano dalla sede di via Caltanisetta, abbandonata alle schizofreniche convulsioni dei padroni dei piani alti, i tifosi. Già proprio loro. Ma dove sono i tifosi di Milano? Nascosti dietro il qualunquismo della metropoli, i tifosi dell'Olimpia vengono chiamati a raccolta. Sensibilizzare la gente e agitare la discussione anche sotto l'afa: bella idea, Matteo. Bisogna risvegliare le coscienze, rendere notizia l'imminente chiusura prima che la solita fune lanciata dalla tolda tolga dalle acque agitate una dirigenza legittimata, a quel punto, a rinfilare nel registratore la cassetta dei lamenti per una nuova stagione mediocre. Ed invece via alla protesta, autentica, garbata, tecnologica. E-mail una dietro l'altra. Per la nuova frontiera della solidarietà sportiva. 

All'Olimpia neanche una piega. Nessuna risposta. Si vuole il seguito dei tifosi e poi li si ignora bellamente. Eppure con Internet ci giocano anche in sede. Non si spiegherebbe altrimenti il fitto scambio di posta elettronica che da un paio di settimane vede protagonisti i dirigenti milanesi e invisibili acquirenti statunitensi nascosti dietro ad un computer ma intenzionati a stabilire a Milano la loro testa di ponte europea. I contatto? Si dice sia stato attivato da Dan Peterson. Il primo incontro, segretissimo, è previsto a giorni. La trattativa, per ora virtuale, è partita. Il risultato però dovrà essere necessariamente reale. Altrimenti arrivederci a tutti.
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