Protesta nel basket. Milano, sit-in dei tifosi: «Riprendiamoci l'Olimpia»


Il Corriere della Sera, Lunedì, 28 agosto 2000 - pag. 42

(f.van) «Con la squadra, contro la società». Saranno pochi, i tifosi dell'Olimpia Basket. Ma come le famose formiche di Gino & Michele, nel loro piccolo si incazzano. La situazione di stallo in cui Pasquale Caputo da Chicago, in lotta con il socio Joe Bryant da Los Angeles, sta congelando vita, opere e risorse della «Juve del basket», li ha posti in mobilitazione permanente ed effettiva. 

Giovedì si terrà il consiglio di amministrazione e il tam tam di Internet ha già diramato le convocazioni: tutti in via Caltanisetta 3, per un sit in di protesta. 
Scelta saggia: il vero rischio della riunione non è tanto che prosegua Caputo piuttosto che Bryant, quanto che si rinvii ogni decisione. Suggerimento: insieme alla colazione al sacco, portino un tosaerba. Nell'attesa di notizie, potrebbero dare una sistemata al giardino, che versa in condizioni vergognose. 

In attesa di significare di persona il malcontento, i tifosi hanno già catalogato sulla Rete il primo anno della nuova gestione. Gli epiteti più gentili riservati a Caputo e Bryant sono «parolai» e «inconcludenti» (vedasi: www.ioelolimpia.com); il più buono di questi appassionati, forse candidato al Premio Notte di Natale, invita a togliere il disturbo alla svelta. «Facciamo l'abbonamento, ma solo per "ricomprare" un pezzo dell'Olimpia». E al Palasport si andrà «per fischiare a morte il dirigente che resterà (ma la frase in relatà è più «colorita»; n.d.r.) e per applaudire i ragazzi». 

A proposito di squadra, Valerio Bianchini, non amato ma rispettato «perché almeno sa che cos'è l'Olimpia», non avrà Mike Brown, ex Desio ed ex «pro», magari un po' bolso ma atteso come la manna. Si è presentato all'aeroporto a ritirare il biglietto prepagato, ma quando ha scoperto che era in «economy» e non in «business», ha preferito restare dov'era. Dettagli di un declino.
Comments