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Le squadre che non pagano e i tweet che nessuno nota

pubblicato 27 set 2013, 02:20 da Matteo Refini   [ aggiornato in data 27 set 2013, 02:27 ]
Oggi nell'intervista che la Gazzetta dello Sport fa a Keith Langford si parla anche del noto problema di tutte quelle squadre che, cariche di debiti verso giocatori passati, continuano tranquillamente ad ingaggiarne di nuovi.

Tutto nasce da un tweet dello stesso Langford  che porta il caso del fratello Kevin non pagato dal Kolossos di Rodi e oggi lancia l'idea molto giusta di un sindacato per i giocatori USA in Europa, sollecitando la FIBA a un maggior controllo.

Maggior controllo al quale dovrebbero essere chiamati anche i vari giornalisti di basket italiani che sono molto selettivi nel notare o non notare certi problemi. Perché non c'è bisogno di scomodare il Kolossos di Rodi per parlare di squadre che non pagano i giocatori passati ma ne prendono di nuovi.

il 23 agosto 2013 Bobby Brown pubblica questo tweet:


che tradotto letteralmente suona "Posso avere il mio pane o no? Scuotendo la mia fottuta testa..." e un po' meno letteralmente vuol dire "Matt Janning, Dionte Christmas, Viktor Sanikidze, Daniel Hackett quando cazzo ci pagano?"
Le risposte dei chiamati in causa le trovate nel link (meno quelle di Hackett, campione del mondo di scrivosutwittermapoicancello...)

Ecco avete mai letto qualche articolo sulla legittimità di continuare a fare campionati professionistici in cui non paghi i debiti precedenti ma puoi tranquillamente continuare a farne di nuovi? Prendendo spunto da casistiche molto italiane e molto sbandierate come eccellenti e modello?

Troppo rischioso... meglio prendersela con il Kolossos di Rodi e con quei pirati dei greci...

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