Adecco vs. Telit Trieste 83 – 73
Non facciamoci ingannare dallo scarto finale maturato nell’ultimo minuto in uno stillicidio di liberi. Milano fatica e suda per aver ragione di Trieste, sudore e fatica che nascono soprattutto dal permanere del rebus Cooper. Lonnie non dirada i dubbi sul suo reale valore soffrendo oltremodo un pur ottimo Maric e offrendo una regia titubante che, al di l‡ di qualche buona intuizione, difetta nel timing e nella scelta dei passaggi. Il parziale riscatto sta nella freddezza finale (4/4 ai liberi).
Partita dal punteggio sempre molto chiuso con nessuna squadra capace di un break decisivo: Milano va sotto nella prima met‡ del tempo con Maric imprendibile per Cooper e recupera verve solo con il cambio di Johnson per Cooper e quello di Laezza per Maric.
Per l’Adecco c’Ë un Rusconi sontuoso (15 p; all’intervallo), per niente intimorito dalle stoppate subite in avvio da McRae, in serata di grazia anche ai liberi.
Bene anche Michelori che pian piano sta entrando nel ruolo di ala piccola: oggi poche iniziative in attacco ma ben scelte e fruttuose.
43 a 42 all’intervallo con Milano che butta via il piccolo vantaggio accumulato.
Discorso a parte per Lee Nailon, un vero califfo che ci tiene a galla nel secondo tempo: anche oggi per due volte la sua finta di bacino ha lasciato sul posto il difensore. La mano Ë morbida anche dalla distanza come dimostra la bomba trovata allo scoccare dei trenta secondi.
Il suo difetto a mio parere non sta tanto nella latitanza del gioco spalle a canestro (che forse porterebbe a calpestare i piedi in attacco a Rusconi) quanto nel fatto che la palla troppo spesso ristagna nelle sue mani per l’uno contro uno rendendo prevedibile e poco fluido il nostro attacco.
Secondo tempo speculare al primo: Trieste si porta avanti e Milano per vincere deve capitalizzare non solo sul duo Rusconi-Nailon. Trova Sidney Johnson che dimostra una abilit‡ non comune nel portare un apporto silenzioso ma fondamentale, trova Portaluppi e trova la lieta sorpresa Milan Jeremic che permette di assorbire sia in attacco che in difesa la perdita per falli di Nailon e Rusconi.
Milano pareggia e passa a condurre, Rowan sgomita Lupo e perde l’ultima palla per una reale rimonta, il finale Ë uno stillicidio di liberi che scava il solco per l’Olimpia.
Su Trieste: ottimo davvero Maric che solo nel finale, per stanchezza e per una Milano pi˘ attenta in difesa, va un po’ in confusione. McRae Ë il solito giocatore tutto fumo e niente arrosto: in attacco non Ë capace di costruirsi un tiro che non sia una schiacciata, in difesa si affida solo alla stoppata molto spesso irregolare. Certamente spettacolare per potenza ed elevazione ma forse un lusso tattico per la Telit.
L’azione: Lonnie Cooper va in penetrazione, fa tutto bene tranne il tiro, un sottomano che si ferma sul primo ferro. Maric parte a tutta velocit‡ alla ricerca dei punti che potrebbero dare un vantaggio importante a Trieste.
Sidney Johnson si para sulla sua strada e trova uno sfondamento da manuale: si rialza e corre a confortare Lonnie Cooper pi˘ che abbacchiato dall’errore.
Mio MVP: Uno Stefano Rusconi (a proposito, chi aderisce ancora all’iniziativa Biondi come Rusconi?) che oltre al solito vagoncino di rimbalzi, segna 21 punti ma soprattutto sfiora il 100% ai liberi non puÚ non essere premiato. Menzione d’onore per Portaluppi (18 p) che mette punti pesanti nella ripresa, con iniziative che ci “parlano” di un ginocchio finalmente guarito, e nega le ultime legittime speranze a Trieste costringendo Rowan al fallo in attacco.
Visti in tribuna: Pasquale Caputo, con maglietta e cappellino rosso d’ordinanza, sempre osannato dal pubblico e visto alla fine a bordo della sua Range Rover targata Illinois. Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia. Un gruppetto da Trieste e anche 4 ragazzi con sciarpe e maglia della purtroppo scomparsa Gorizia.