Io e l'Olimpia

Adecco vs. Paf Bologna 66 – 87

Per cucinare una vittoria di Milano innanzitutto l’ingriediente principale sarebbe dovuto arrivare da Bologna ovvero una Paf che giocasse molto al di sotto del suo enorme potenziale. Poi l’Adecco avrebbe dovuto fornire un sostanzioso contorno, gli aromi ed i tempi di cottura giusti per un ricetta difficile e mangiabile solo se ottimamente realizzata (un po’ come il velenoso pesce palla per capirci…)


Ma, tanto per iniziare, i commensali sono quelli che sono, forse 4000 per la gara pi˘ importante dell’andata: la Paf prova anche a presentarsi un po’ dimessa e Milano butta nella pentola un paio di iniziative di Rusconi contro Vrankovic e delle perle made in Nailon per il 10 a 4 iniziale.
Poi la luce si spegne su un errore marchiano di Nailon in un contropiede 3 contro 1 e si scopre soprattutto che chi dovrebbe dosare gli ingredienti non ha voglia di cucinare: Pooh Richardson fa sinceramente fare la figura del fesso a Joe Bryant che ha perorato la sua causa con veemenza tale da causare l’intervento deciso di Caputo in difesa delle scelta di Crespi per Respert e ottendo comunque la permanenza di Richardson almeno per gli allenamenti e la Coppa Saporta (?).
Il play gioca una partita anonima nelle cifre e stonata con il resto della squadra: se Ë vero che i compagni non sembrano in grado di giocare secondo i suoi ritmi (Rusconi ad esempio sbaglia malamente un assist d’oro) lui dimostra tutte le sue difficolt‡ nel giocare a difesa schierata e non riesce a dare punti, fiducia e tranquillit‡ a una squadra dagli evidenti limiti psicologici oltre che tecnici.

Intanto Bologna accelera: recupera in un attimo il vantaggio, prende un filo di fiato e negli ultimi cinque minuti del primo tempo lascia Milano a 26 e vola fino ai 40.
Karnisovas Ë immarcabile per Ramos che ritorna nei ranghi dopo la buona prestazione di Siena, Rusconi e la sua borsite hanno gi‡ finito la benzina e se Galanda Ë nullo contro Nailon ecco un mortifero Pilutti dalla panchina, esce Jaric, pronto Basile da tre.
Il secondo tempo inizia malissimo ed Ë presto -20.
Richardson segna il suo unico canestro su azione ma perde malamente un palla in contropiede: Ë Portaluppi (con l’aiuto di un Michelori tenace) ad evitare il tracollo e quindi ad insaccare i liberi che puniscono il tecnico a Myers (nervoso e piuttosto inconcludente sui due lati del campo con la scusante dell’infortunio) e ci portano a -11 con ancora tempo da giocare.
Ma Ë l’unico sussulto milanese: Fucka si distende piò volte in transizione e sugli scarichi e sul finire della partita un canestro da met‡ campo di Jaric chiude sul +21.
Pessimi ma ininfluenti gli arbitri che fanno errori da minibasket sui cambi e sui tiri liberi.

L’azione: Flavio Portaluppi insacca la sua prima bomba nel secondo tempo e dedica il dito medio ad un personaggio seduto nel parterre. Altre due bombe e altre due dediche nei minuti successivi. E cosÏ parlando alla fine con il capitano si scopre che non da oggi c’Ë qualcuno che passa il tempo delle partite a dare addosso al giocatore che pi˘ di tutti, in questi due anni, ha dimostrato il suo attaccamento a questo maglia. E sinceramente per vedere Flavio reagire cosÏ deve avere veramente esagerato.
Continuiamo cosÏ, facciamoci del male… :-(

Mio MVP: lo diamo a Mike Gizzi, partito in quintetto al posto di Portaluppi, che non Ë un fenomeno (ed infatti sbaglia un paio di cose elementari) ma stasera mette tutti i palloni pi˘ difficili con un 3/3 dalla linea che, nel primo tempo, tiene Milano in partita. Menzione per Portaluppi che contro Myers gioca sempre bene.

Visti in tribuna: Non sono riuscito a vedere se la coppia d’oro svizzera fosse presente; per l’angolo nostalgia Roberto Premier e Vittorio Gallinari; Pasquale Caputo, Shawn Respert che a fine partita si aggirava con una stufetta sotto braccio; il presto dimenticato Massimo Ruggeri.
Myers intanto si concedeva l’uscita della star, dalla porta secondaria degli spogliatoi si fa strada tra i ragazzini in cerca d’autografo e parte in macchina sgommando per dissuadere anche i pi˘ tenaci/illusi: e meno male che aveva vinto… Scusate ma se devo scegliere un personaggio simbolo del basket italiano io continuo a preferire Meneghin o Pozzecco. Anche perchÈ da Carlton davvero non sai mai cosa aspettarti: mentre rientrava dall’intervallo gli autografi si era fermato a darli, quindi due metri pi˘ avanti aveva messo la mano davanti all’obbiettivo di un ragazzino che gli faceva una foto…
Piuttosto deprimente il clima sugli spalti: nemmeno per un attimo si Ë respirata convinzione nella vittoria ed i cori sono presto scaduti nella versione pi˘ becera della rivalit‡ Milano/Bologna.
Il solito contingente da Bologna che misteriosamente cede il “Salutate la…” ai tifosi della Scavolini.

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