Posso avere il tuo deserto?
Credo sia stato lo sconcerto a tenere il numeroso pubblico del Forum seduto fino alla fine di una partita gi‡ chiusa dopo il primo quarto. Lo sconcerto di una partita in cui dire che Milano abbia giocato male Ë sbagliato: sarebbe come dire che il deserto dell’Atacama ha un clima un po’ secco.
La partita di Milano Ë stata appunto il nulla assoluto, il deserto dei tartari dal basket: avete presente vedere la prima amichevole di una squadra dopo una settimana di preparazione a fine agosto? Quella contro un avversario decisamente pi˘ avanti nella stagione a cui viene tutto facile: corre di pi˘, tira meglio, sa sempre come muoversi, che scelte fare etc. etc..
L’amichevole in cui si provano i movimenti di una difesa che vorrebbe essere sofisticatamente aggressiva e invece Ë goffa, velleitaria e fuori tempo. L’amichevole in cui in attacco le idee sono poche ma confuse e diciamo che la si passa al numero 34 che ci pare di aver capito che Ë forte e lo si guarda tutti fermi mentre gioca uno contro cinque.
Anzi diciamo che tendenzialmente quando uno ha la palla tutti gli altri stanno a guardare aspettando un qualche miracolo, ecco magari un bel tiro da tre alla speriamo che vada dentro.
Ma diciamo che Ë fisiologico quando non conosci i compagni, non sai come si muovono, dove devono andare, cosa sanno fare.
Ad esempio c’Ë quello pi˘ in ritardo di condizione che arranca da una parte all’altra del campo utilizzando la difesa del dito laser, quella con cui indichi l’avversario che ti ha battuto sperando di incenerirlo prima che segni. PerÚ pare che avr‡ un passaporto italiano con il quale potrebbe essere un ottimo centro di riserva in B1, assodato che non si debba correre troppo.
Nel corso dei 40 minuti e nell’ambito dei vari frullamenti di quintetti (d’altronde se non fai un po’ di esperimenti in precampionato quando li fai?) qualcuno si agita a fin di bene ma nell’abulia generale finisce solo per fare confusione. Nel frattempo gli avversari tirano con l’80% da 2 e il 70% da 3 e l’amichevole finisce in disfatta ma poco importa, quando conter‡ i meccanismi saranno rodati e oliati.
Come dite? Non era una amichevole di precampionato ma una partita decisiva di Eurolega a febbraio inoltrato e noi non abbiamo mostrato uno straccio di idea di gioco su nessun lato del campo?
Meno male che abbiamo lavorato in palestra per 10 giorni, i risultati si vedono. Mi sembra di essere tornato a quando dopo altrettanto benedetto, lodato e atteso lavoro in palestra 3 anni fa perdemmo di 27 in casa con Avellino.
A parte gli scherzi, il Tau ha probabilmente giocato The Perfect Game ma la pochezza generale prima tecnica e poi di spirito dell’Olimpia di stasera avrebbe spianato la strada anche a squadre meno strapotenti dei baschi: in un deserto piatto, brullo, spoglio e senza insidie non serviva certo essere un campione della Dakar per tagliarlo in due a 200 all’ora…