Io e l'Olimpia

MaccoModdente!

Questa vittoria ha un solo padre, figlio e spirito santo l’uno e trino Marco Mordente che trascina con una prova eroica l’Olimpia momentaneamente fuori dalle secche della sua crisi.
Crisi piuttosto profonda che sembra soprattutto crisi di fiducia nei propri mezzi offensivi in primis che diventa scoramento generale quando naturalmente diventa chiaro che per quanto tu possa difendere se non segni mai alla fine perdi.
Crisi generale e collettiva che all’inizio non ha risparmiato lo stesso Mordente scippato malamente di un paio di palloni, crisi di fiducia per cui tutti sembrano tirare con l’idea di Che ci faccio qui? e quindi sbagliano anche tiri che magari non sono il meglio del meglio ma sono spesso conclusioni tecnicamente plausibili e fattibili.

Da dove nasce questo tremore interno?
Facciamo una parentesi e la solita premessa sul giudizio parziale che si puÚ dare dalle sole partite sul lavoro di un allenatore.
Alcune scelte odierne di Bucchi messe in prospettiva con il resto della stagione mi lasciano un po’ dubbioso. Ad esempio Vitali titolare, la seconda volta in un totale di 16 partite fra campionato ed Eurolega.
Oppure la riscoperta, stasera decisiva, delle doti di SangarË. La contestuale dimenticanza di Bulleri dopo averlo eletto starter.
L’inedito quintettone con Hall, Katelinas e Sow/Rocca in campo.

Quante “novit‡” in una partita decisiva che viene 4 giorni dopo la sconfitta con Roma: pi˘ che di meditazione sembravano scelte di “disperazione”. Dall’esterno mi chiedo se sono scelte in cui crede perchÈ debuttano oggi quando conta. O scelte fatte per provare tutto il provabile?

Altro punto interrogativo: all’andata Hall segna contro gli stessi avversari 21 punti, oggi fa virgola e soprattutto tira la miseria di 3 volte in 31 minuti.
Il nostro Eta Beta non Ë un mostro di continuit‡, lo sappiamo, ma c’era un game plan che tematizzava il fatto che forse, come dimostrato a Madrid, aveva qualche carta da giocare sui diretti avversari?

L’impressione e il timore Ë che un gruppo che mi dicono coeso e in buoni rapporti arrivi in campo con la sensazione che il lavoro che ha fatto fino ad ora non lo stia realmente tirando fuori dall’oscurit‡. Se qualcuno non veste i panni di Prometeo e porta in campo il fuoco si brancola nel buio.
Se si intravede almeno una torcia si prova a seguirla fino alla meta, molto alla garibaldina ma con grande cuore.

Non Ë un caso che oggi si festeggi la vittoria con il ritorno sugli scudi dei due firestarter per eccellenza, Mordente e Rocca che contro Roma sono stati spentissimi.

Proseguo l’argomentazione con una nota: il peggiore statisticamente per Madrid il play puro Pepe Sanchez. Il peggiore statisticamente per Milano il play puro Luca Vitali.

(continua)

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